sabato, Febbraio 7

Sondaggi politici febbraio 2026: Meloni boom, centrodestra avanti ma gelo su Trump

Il centrodestra, nel suo complesso, resterebbe il primo blocco politico del Paese. Tuttavia, il calo leghista e la redistribuzione dei consensi interni aprono interrogativi sugli equilibri futuri della coalizione.

Il “fattore Vannacci”

Tra le novità più rilevanti compare Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, che debutta al 2%. Il dato percentuale è ancora contenuto, ma la fiducia personale nel generale raggiunge il 23%, segno di un potenziale politico non trascurabile.

Nel bacino del centrodestra, il 37% degli elettori si dice disponibile a sostenerlo, con punte del 45% tra gli ex elettori leghisti. Un elemento che potrebbe incidere sugli equilibri della maggioranza, soprattutto se la frammentazione dovesse accentuarsi nei prossimi mesi.

Sicurezza e ordine pubblico: cresce la preoccupazione

L’indagine Piepoli evidenzia anche una forte preoccupazione per l’ordine pubblico. Il 72% degli italiani teme il rischio di violenze durante le manifestazioni di piazza. Il dato sale all’87% tra gli elettori del centrodestra, ma resta significativo anche nelle altre aree politiche.

Di fronte a questo clima, il 61% degli intervistati si dichiara favorevole all’introduzione di nuove misure di sicurezza. Nel centrodestra il consenso arriva all’80%, mentre nel campo progressista e nel M5S l’elettorato si divide quasi perfettamente a metà.

Un equilibrio fragile

Il quadro complessivo restituisce un Paese che, almeno oggi, premierebbe ancora il centrodestra alle urne. Ma l’elettorato mostra segnali di autonomia critica su temi chiave come la politica estera e la gestione delle tensioni interne.

Meloni rafforza la sua leadership personale, ma la richiesta di maggiore indipendenza rispetto a Washington rappresenta un messaggio politico preciso. In un contesto internazionale instabile, l’Italia sembra voler mantenere una linea di equilibrio: sostegno alla stabilità interna, ma senza farsi trascinare da dinamiche esterne percepite come divisive.

La vera sfida per il governo, nei prossimi mesi, sarà trasformare questo consenso in una strategia capace di tenere insieme identità nazionale, alleanze internazionali e coesione interna. Perché i numeri oggi sorridono alla maggioranza, ma il clima resta in evoluzione.

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