La donna ha poi descritto le condizioni del figlio: «Andrea cerca di farci forza ma non sta bene, è una situazione difficilissima da sopportare».
Il giorno dell’omicidio
Daniela Ferrari ha ricostruito i suoi movimenti la mattina del 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio di Chiara Poggi: «Sono uscita dopo le 8 per andare a Gambolò a fare delle chiavi, ma il negozio era chiuso. Sono tornata a casa e ho dato le chiavi dell’auto a mio figlio, che è andato a Vigevano. Non sono mai andata a fare uno scontrino per mio figlio e quella mattina non ho incontrato nessuno. La persona di cui si parla non l’ho mai incontrata a Vigevano».
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Le polemiche sugli interrogatori
La madre di Andrea ha anche respinto alcune voci circolate nelle ultime settimane: «Non ho avuto un malore quando sono stata sentita dai carabinieri, ho avuto dei capogiri perché già non stavo bene. Hanno raccontato tantissime bufale, su questa storia se ne inventano di ogni per andare in televisione».
Un caso che non si spegne
Le parole della famiglia arrivano in un momento delicato, con le indagini riaperte su Andrea Sempio, storico amico di Chiara Poggi, a oltre 17 anni dall’omicidio che continua a scuotere l’Italia. La vicenda giudiziaria, già segnata dalla condanna definitiva di Alberto Stasi, si arricchisce così di nuove tensioni e contrapposizioni.