Negli ultimi mesi, come aveva già raccontato durante altre puntate, ha ripreso le sedute di radioterapia, con effetti collaterali quotidiani che non sempre è possibile nascondere.
Il tabù della malattia: il ruolo pubblico di Carolyn Smith
Durante l’intervista, la coreografa ha ricordato come dieci anni fa, quando affrontò la malattia per la prima volta, parlando di tumore in televisione si sfiorasse un vero tabù. Lei stessa se ne rese conto proprio in diretta.
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«La prima volta col turbante, da Vespa, lui mi chiese se potesse domandarmi qualcosa in merito. Gli dissi di sì, ma poi capii che non avrebbe potuto pronunciare quella parola», ha spiegato. «Mi resi conto che le parole del paziente, anziché quelle del medico, sarebbero state importanti».
Da allora, Smith ha trasformato il suo percorso in una missione culturale e di consapevolezza, diventando una voce fondamentale nella lotta al silenzio che spesso circonda le malattie oncologiche.
“Non auguro a nessuno questa situazione, ma cerco di aiutare chi ci si trova”
La giudice ha concluso con un pensiero rivolto a chi affronta battaglie simili alla sua: «Non auguro a nessuno di essere in questa situazione, ma ho provato ad aiutare le persone che ci si trovano».
Parole misurate e profondissime, che confermano ancora una volta la sua capacità di trasformare il dolore in testimonianza e sostegno.