lunedì, Giugno 1

Terrorismo a Milano: fermato 21enne della Brianza. “Pronto a colpire come a Modena”

Gli investigatori ipotizzano che il viaggio potesse servire come strategia di espatrio dopo un eventuale atto dimostrativo in Italia, oppure come tentativo di sottrarsi a una cattura che il giovane sentiva ormai vicina. Il tempestivo intervento della magistratura ha azzerato entrambe le ipotesi, consentendo di fermare il sospettato e di avviare gli interrogatori per ricostruire la rete di contatti e verificare l’esistenza di eventuali complici.

Il contesto: dopo Modena, l’Italia di nuovo sotto attacco

Il fermo del giovane brianzolo arriva a poche settimane dall’attentato di Modena del 15 maggio, che aveva già scosso profondamente l’opinione pubblica e riacceso il dibattito sulla sicurezza interna e sulla radicalizzazione di seconda generazione nel nostro Paese. Il fatto che il ventunenne fermato oggi si sia esplicitamente ispirato a quell’evento, citandolo nei propri post come un modello da seguire, disegna un quadro preoccupante: non un episodio isolato, ma un fenomeno che rischia di alimentarsi di sé stesso, con ogni attentato che diventa potenziale innesco per il successivo.

Le indagini sono coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Milano, che ha già avviato gli approfondimenti per verificare l’estensione della rete di contatti del giovane e stabilire se esistano altri soggetti a rischio nel suo entourage digitale e fisico. Il giovane è ora in carcere in attesa degli interrogatori.

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