giovedì, Luglio 2

Crepet contro il matrimonio di Jeff Bezos: “Peggio di così non c’è niente”

Crepet senza freni: “Il matrimonio di Bezos è un disastro educativo”

Il fasto delle nozze veneziane tra Jeff Bezos e Lauren Sanchez continua a far discutere. Non solo per lo sfarzo, la sfilata di celebrità e le misure di sicurezza da evento planetario, ma anche per le reazioni provocate. Una in particolare arriva da Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, da sempre voce tagliente e pungente nel panorama culturale italiano.

“Non giudico Bezos, ma ciò che comunica: solo soldi e apparenza”

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Intervistato dal Corriere della Sera, Crepet parte con un tono distaccato: “A me di Bezos non frega un accidente. Se a qualcuno piace quella roba in cui i soldi sono il trionfo di tutto, benissimo. Ma questo matrimonio è il peggiore esempio che possiamo dare ai giovani, peggio di così non c’è niente”.

Non è un attacco personale al miliardario, precisa Crepet, ma un discorso più ampio e culturale: “A me compete dire, perché ho a cuore la questione educativa, che un evento simile comunica ai giovani che tutto è visibilità, tutto è soldi, tutto è finto. La cultura non c’è, non è nominata”.

I ricordi dei matrimoni dei maraja: “Una noia infinita”

Crepet non risparmia paragoni provocatori: “Da giovane, in India, ho assistito ai matrimoni dei maraja. Una noia infinita, un incubo. E oggi vedo la stessa cosa: tre giorni di festa senz’anima, con un coro genuflesso del Triveneto che accoglie Bezos come fosse Hemingway”.

Il culto del corpo e della borsa da 7.000 euro

L’analisi si sposta poi su un terreno più simbolico, con il riferimento agli ospiti presenti all’evento veneziano: “Mi preoccupano le ragazzine che affollano le calli per vedere le signore con borse da 7.000 euro. Questi sono modelli tossici. I corpi delle star sono ultra-corpi, come a Abu Dhabi. Non c’è niente di affascinante in tutto questo”.

Ne ha anche per Bill Gates: “Solo uno su un miliardo si arricchisce così. E allora prendiamo in giro i giovani. Prima di fare tre giorni di festa a Chioggia come Bezos, uno dovrebbe aver letto almeno un libro”.

“Venezia non è più Visconti, ma un reality globale”

La chiosa è amara e durissima: “Questo è un Occidente moribondo. I padri insegnano ai figli che tutto dipende da quanto guadagnano. Luchino Visconti sarebbe scappato da questa Venezia, è diventata Morte a Venezia al contrario”.

Infine, sulle proteste dei “No Bezos”, Crepet precisa: “Mi interessa chi produce pensiero, non chi si limita a opporsi. E non mi piace chi dice: tu qui non puoi stare. La cultura è confronto, non esclusione”.