sabato, Giugno 13

Vannacci all’assemblea di Futuro Nazionale: “Siamo la feccia e ne siamo orgogliosi”

Toni accesi e rivendicazioni identitarie: Roberto Vannacci ha aperto a Roma la prima assemblea nazionale di Futuro Nazionale con un intervento pensato per arringare la platea e segnare i confini del proprio progetto politico. Nel mirino del generale non c’è soltanto la sinistra, ma anche il centrodestra di governo, accusato di allinearsi a Bruxelles.

“L’Italia agli italiani” e l’attacco al politicamente corretto

Roberto Vannacci sul palco della prima assemblea nazionale di Futuro Nazionale a Roma

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Il leader del nuovo movimento ha esordito rilanciando uno slogan identitario, “l’Italia agli italiani”, invitando la platea a ripeterlo e ironizzando sulle reazioni della sinistra che ha definito politicamente corretta. Un avvio costruito per marcare con nettezza la distanza dagli avversari e per consolidare il legame con i propri sostenitori.

Vannacci ha quindi affrontato il tema della patrimoniale, criticando l’ipotesi sostenuta da parte della sinistra e definendola inefficace, ma riservando bordate anche agli alleati di governo. Ha ricordato come Antonio Tajani abbia escluso nuove imposte patrimoniali, contestandogli però alcuni voti espressi in sede europea.

Le critiche al governo e all’Europa

Il passaggio più politico ha riguardato proprio i rapporti con l’Unione europea. Secondo il generale, esisterebbe un asse tra il Partito popolare europeo e i socialdemocratici, e il governo italiano si allineerebbe nel sostenere la Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Da qui il rifiuto dell’accusa di fare da “stampella” alla sinistra.

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Vannacci ha respinto la logica del cosiddetto voto utile, che a suo dire imporrebbe una scelta obbligata tra centrodestra e sinistra. La sua proposta alternativa è netta: o con Futuro Nazionale, definiti guardiani della sovranità, oppure con quello che ha descritto come il fronte del globalismo, citando von der Leyen e Mario Draghi.

L’arringa al movimento

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