Nell’atto di opposizione viene richiamato l’articolo 8, paragrafo 4, del Regolamento sul marchio dell’Unione europea, che consente di opporsi alla registrazione di un marchio in presenza di diritti anteriori non registrati ma già consolidati.
A giudizio di Nazione futura, il marchio “Futuro nazionale” sarebbe privo dei requisiti di novità e distintività, poiché composto dalle stesse componenti verbali del segno preesistente, semplicemente invertite nell’ordine. Un elemento che, secondo l’associazione, renderebbe inevitabile la confusione nel pubblico.
Viene inoltre sottolineata la presunta notorietà nazionale del nome “Nazione futura”, considerata un ulteriore ostacolo alla registrazione del marchio proposto da Vannacci.
La posizione della procedura
La domanda di registrazione di “Futuro nazionale” risulta al momento ancora in fase di esame presso l’Euipo e non è stata approvata. L’atto di opposizione apre ora un contenzioso amministrativo che sarà valutato dall’ufficio europeo.
Il risvolto politico
Nel comunicato, Nazione futura esprime anche rammarico per la scelta di Roberto Vannacci, ricordando come l’ex generale abbia partecipato in passato a iniziative, convegni ed eventi organizzati dall’associazione.
Contestualmente, è stata annunciata l’apertura del tesseramento 2026 con lo slogan “Leali e coerenti”, ribadendo il posizionamento dell’associazione nell’area culturale e politica del centrodestra. Secondo Nazione futura, la nascita di iniziative politiche a destra esterne all’attuale coalizione di governo rischierebbe di favorire la sinistra.
L’associazione ha infine rivolto un appello a quanti si dichiarano delusi dall’iniziativa politica di Vannacci e dall’associazione “Il mondo al contrario”, invitandoli ad aderire a Nazione futura, definita come una comunità fondata sui valori di lealtà e coerenza.















