sabato, Aprile 25

25 aprile a Milano, la Brigata ebraica cacciata dal corteo tra insulti

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In piazza le bandiere di Hamas e Hezbollah

Nel mezzo di tutto questo, qualcuno ha sventolato le bandiere di Hamas e Hezbollah — due organizzazioni classificate come terroristiche dall’Unione europea. Un dettaglio che non è passato inosservato e che ha alimentato ulteriormente le polemiche. In piazza sventolavano anche le bandiere della Repubblica islamica dell’Iran.

La FIEP: “Traditi i valori della Resistenza”

La Federazione Italiana per l’Ebraismo Progressivo ha parlato di episodio traumatico e inaccettabile. Il presidente Carlo Riva, figlio di partigiano ed ebreo, ha dichiarato: “Il corteo del 25 aprile, simbolo della Liberazione dal nazifascismo, è stato stravolto e ha calpestato i valori della Resistenza. Sono allarmato dalla deriva antisemita che appare ormai trasversale nel panorama politico”. La FIEP ha poi definito “una contraddizione inaccettabile” escludere cittadini ebrei da una manifestazione che celebra la liberazione dal fascismo.

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Le reazioni: da Salvini a Scalfarotto, condanna bipartisan

Le reazioni sono arrivate da tutto l’arco politico. Matteo Salvini su X ha parlato di “parole inaccettabili” e di “solidarietà a chi è stato aggredito, minacciato e offeso dai soliti violenti di sinistra”, chiedendo al Pd di riflettere sui propri compagni di piazza. Il senatore Ivan Scalfarotto di Italia Viva ha definito la giornata “un vero e proprio sequestro di una celebrazione che dovrebbe appartenere a tutti”. Il deputato Luigi Marattin del Partito Liberaldemocratico ha usato parole ancora più dure: “Il fascismo si è fatto vivo, solo che ha la bandiera rossa. Ma fa sempre la stessa cosa: inveisce contro gli ebrei”.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha condannato le frasi contro la Brigata definendole inaccettabili, ma ha anche attaccato i Patrioti Europei che sabato scorso avevano occupato piazza Duomo: “Hanno scelto questa piazza e il percorso del corteo del 25 aprile, non è stata una scelta causale”.

La frattura nella sinistra milanese

Quello che è successo oggi a Milano racconta di una frattura profonda all’interno della sinistra italiana. L’Anpi, il Pd e la sinistra istituzionale da anni aprono le fila del corteo a rivendicazioni contemporanee — Palestina, Ucraina, climate justice. Ma i gruppi pro-Pal hanno iniziato ad avanzare pretese sempre più radicali: mettere in testa al corteo i palestinesi, escludere la Brigata ebraica. Oggi quella pretesa si è tradotta in azione fisica. E il 25 aprile — che dovrebbe unire attorno ai valori della Liberazione — si è trasformato nell’ennesima piazza di divisione.

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