I negoziati internazionali in corso ad Abu Dhabi entrano in una fase di forte tensione politica e diplomatica. Nel secondo giorno di consultazioni tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito con fermezza la linea di Kiev: nessuna cessione del Donbass e nessun accordo che implichi una rinuncia territoriale.

Il formato dei colloqui prevede incontri trilaterali, lavori in gruppi ristretti e un coordinamento costante tra le delegazioni. L’obiettivo dichiarato è verificare la possibilità di una de-escalation o di un congelamento del conflitto, ma le posizioni restano distanti, soprattutto sul nodo dei territori orientali.
La linea rossa sul Donbass
Nel corso degli incontri, Zelensky ha lanciato un messaggio diretto a Mosca, chiarendo che l’Ucraina non intende negoziare sulla cessione del Donbass. Secondo il presidente, ogni tentativo russo di avanzare ulteriormente sul terreno avrebbe un costo umano enorme, sia sul piano militare che su quello politico.
Il capo dello Stato ucraino ha sottolineato che l’esercito di Kiev conosce il prezzo di ogni chilometro di territorio difeso e che l’esperienza maturata sul campo dimostra come l’occupazione dell’Ucraina orientale non abbia prodotto per la Russia risultati strategici decisivi.
Le richieste di Mosca
Dal lato russo, la priorità rimane il riconoscimento internazionale del Donbass come territorio sotto sovranità di Mosca. Una condizione che Kiev considera irricevibile e incompatibile con qualsiasi intesa futura. La richiesta viene interpretata come un tentativo di cristallizzare sul piano diplomatico una situazione militare che, secondo l’Ucraina, resta instabile e costosa per l’esercito russo.

















