La protesta per l’aria condizionata in Aula
Un pomeriggio tutto sommato tranquillo alla Camera dei Deputati è stato scosso da una protesta inattesa: non su un emendamento, ma sull’aria condizionata. Durante la discussione sul Decreto Infrastrutture, la deputata di Forza Italia Patrizia Marrocco ha chiesto ufficialmente alla Presidenza di regolare la temperatura in Aula.
“L’aria condizionata è eccessivamente forte – ha dichiarato la deputata – così si rischia di tornare a casa ammalati, se va bene con le placche, se va male con la broncopolmonite”. La richiesta, accolta con qualche applauso dai banchi di FI, ha interrotto momentaneamente i lavori parlamentari.
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La replica di Avs: “C’è chi lavora sotto i 40 gradi”
La protesta ha provocato la reazione immediata di Francesco Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, che ha criticato il tono dell’intervento: “Vorrei ricordare che fuori da qui ci sono lavoratori che muoiono ogni giorno sotto i 40 gradi, senza alcun impianto di refrigerazione. La priorità dovrebbe essere la loro sicurezza”.
Uno scambio acceso, che ha portato il presidente di turno Sergio Costa a intervenire per riportare il dibattito sui giusti binari: “È la prima volta che questa questione viene sollevata, prenderemo provvedimenti per regolare la temperatura”.
Un caso che divide anche l’opinione pubblica
Sui social la notizia ha già diviso gli utenti. C’è chi sostiene le parole della deputata FI, sottolineando l’assurdità di lavorare con temperature glaciali negli edifici pubblici, e chi invece difende la posizione di Borrelli, ricordando le condizioni critiche di migliaia di operai, rider e agricoltori in tutta Italia.
Il dibattito sull’aria condizionata, apparentemente banale, si intreccia così con temi più ampi come il cambiamento climatico, la sicurezza sul lavoro e la qualità degli ambienti pubblici. E intanto, tra una votazione e l’altra, la temperatura resta alta. In tutti i sensi.