domenica, Luglio 5

Aggressione a scuola: madre minaccia la professoressa Pennetta con un “Ti aspetto fuori”

I corridoi di una scuola media, solitamente luogo di educazione e convivenza civile, sono diventati teatro di una violenta aggressione verbale. La protagonista suo malgrado è la professoressa Francesca Pennetta, docente di Tecnologia, raggiunta da una madre furiosa per un episodio apparentemente banale: il mancato permesso alla figlia di andare in bagno fuori dagli orari stabiliti dal regolamento interno.

Convocata con urgenza durante le lezioni, la docente ha incontrato la donna in uno spazio appartato, ma la conversazione è degenerata in pochi secondi in un alterco acceso, fatto di urla, minacce e gesti aggressivi. Un episodio che ha messo in evidenza la crescente vulnerabilità degli insegnanti all’interno delle scuole.

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L’inizio della lite: il regolamento e il diniego

La professoressa Pennetta ha chiarito sin da subito di aver applicato correttamente le norme dell’istituto, che prevedono orari specifici per l’accesso ai servizi igienici. L’alunna non aveva segnalato alcuna urgenza fisiologica, motivo per cui la docente ha ritenuto opportuno attenersi al regolamento.

Una spiegazione che la madre non ha accettato, iniziando a alzare la voce e gesticolare in modo sempre più minaccioso, trasformando l’incontro in un attacco verbale fuori controllo.

“Tu non sai chi sono io”: l’escalation e la chiamata ai Carabinieri

Di fronte all’aggressività crescente e al clima esasperato, la professoressa ha chiesto alla donna di lasciare l’edificio, avvertendo che in caso contrario avrebbe contattato le forze dell’ordine. La minaccia di chiamare i Carabinieri ha però provocato una reazione ancora più violenta.

La madre ha continuato a inveire contro la docente, arrivando a pronunciare frasi come: “Chiama chi vuoi, non me ne importa niente”. Sentendosi in pericolo, la professoressa ha composto il numero delle forze dell’ordine.

Anche all’arrivo dei Carabinieri la donna ha proseguito nelle sue invettive, fino alla frase più grave: “Non hai capito che ti aspetto fuori alle 2, oggi?”. Una minaccia diretta che la docente ha chiesto di verbalizzare immediatamente.

Il preside non interviene: l’assenza di tutela

Scioccata e profondamente scossa, la professoressa Pennetta ha chiesto sostegno al dirigente scolastico, ma secondo il suo racconto avrebbe ricevuto una risposta sorprendente: il preside le avrebbe chiesto di “chiudere la questione” e di evitare di mostrarsi agli studenti “in quello stato”.

Parole che hanno accentuato il suo senso di abbandono. Poco dopo, a causa dell’agitazione e del malessere fisico, la professoressa è stata trasportata in ospedale in ambulanza, dove i medici le hanno diagnosticato un forte stato d’ansia e prescritto otto giorni di riposo assoluto.

La decisione di denunciare: minacce aggravate e interruzione di pubblico servizio

Nonostante il trauma, la docente ha scelto di reagire legalmente. Assistita dall’avvocato Silvio Molfetta, sta procedendo con la denuncia-querela per minacce aggravate a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e altri reati che verranno valutati dalla Procura.

Il legale ha sottolineato la necessità di stigmatizzare episodi del genere, affinché non si diffonda una pericolosa consuetudine di violenza contro gli insegnanti. Il caso arriverà quindi formalmente all’attenzione dell’autorità giudiziaria.

L’episodio riporta al centro il tema, sempre più urgente, della tutela del personale scolastico, troppo spesso lasciato solo di fronte a comportamenti aggressivi e minacciosi da parte di genitori e studenti.