giovedì, Maggio 21

Chi è Bintou Mia Diop: tra militanza Lgbt, polemiche e deleghe in Toscana. Il nuovo caso politico del Pd

La nomina di Bintou Mia Diop, 23 anni, a vicepresidente della Regione Toscana ha generato un acceso confronto politico. Giovane, attivista e molto vicina al mondo Lgbt+, Diop viene indicata da più parti come una delle figure simboliche della nuova linea del Partito Democratico guidato da Elly Schlein. Una linea progressista, identitaria, che però non manca di sollevare critiche e polemiche.

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La scelta del governatore Eugenio Giani di promuoverla a un ruolo così rilevante, senza un’esperienza politica consolidata alle spalle, ha fatto discutere fin da subito. Diop infatti non si era candidata e fino a pochi giorni prima era consigliera comunale a Livorno, incarico dal quale si è dimessa dopo l’annuncio della nuova nomina regionale.

Le battaglie identitarie e il caso della “carriera alias”

Il percorso politico di Diop si è distinto soprattutto per le campagne legate ai diritti delle persone non binarie e trans. Da rappresentante degli studenti, si è impegnata con forza per l’introduzione della cosiddetta “carriera alias”, ovvero la possibilità per gli studenti di utilizzare un nome diverso da quello anagrafico all’interno delle strutture scolastiche.

A Livorno, dove è stata consigliera comunale, la misura è stata approvata anche grazie al suo impegno. Una battaglia che ha rafforzato la sua immagine all’interno dell’ala più progressista del Pd, ma che ha alimentato critiche da parte di chi considera queste politiche come secondarie rispetto alle priorità economiche e sociali della regione.

Le polemiche tra murales queer, attivismo e tampon box

La giovane esponente democratica è diventata nota anche per alcune iniziative simboliche, dal “Queer Wall” – un murale dedicato alle identità di genere fluide – alla distribuzione degli assorbenti durante l’occupazione del liceo Niccolini Palli nel 2022, iniziativa che lei stessa rilanciò sui social.

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