domenica, Luglio 12

Yara Gambirasio, alla difesa di Bossetti consegnate le copie dei 25mila DNA analizzati: “Potrebbe essere la svolta”

La difesa di Massimo Bossetti ha finalmente ottenuto l’hard disk contenente le copie delle oltre 25mila tracce genetiche raccolte durante le indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio. Un materiale enorme, chiesto da anni e consegnato ora, che potrebbe aprire un nuovo fronte nella lunga battaglia processuale del muratore di Mapello, condannato in via definitiva all’ergastolo.

Leggi anche:Malori in spiaggia a Bibione: un morto e due arresti cardiaci in poche ore

Leggi anche:Tragedia al mare in Italia, malore fatale in spiaggia: inutili i soccorsi

Leggi anche:Italia, bagno si trasforma in tragedia: padre trascinato dall’acqua insieme ai due figli piccoli

Cosa contiene l’hard disk consegnato dopo 6 anni

Secondo quanto riportato, il dispositivo contiene:

  • elettroferogrammi ad alta definizione, i grafici che mostrano i profili genetici;
  • le analisi complete delle migliaia di DNA raccolti nelle fasi cruciali dell’indagine;
  • le fotografie dei RIS di Parma sulle tracce repertate;
  • documenti che il Tribunale ha definito come “non acquisiti al fascicolo dibattimentale” e di possibile “novità probatoria”.

In sostanza, si tratta di tutto il materiale che ha portato alla ricostruzione del profilo “Ignoto 1”, poi attribuito a Bossetti e diventato l’elemento cardine dell’accusa.

Salvagni: “Un’enorme mole di dati, serviranno mesi”

L’avvocato Claudio Salvagni, legale di Bossetti, ha commentato così la consegna del materiale: “Le stringhe riempiono 70 pagine stampate fronte e retro in formato A3. È una quantità gigantesca di dati grezzi. Per una verifica completa serviranno mesi, ma speriamo di recuperare elementi utili per dimostrare l’innocenza di Massimo.”

Il lavoro, ora, riguarda l’analisi tecnica dei dati e il confronto con quanto presentato dall’accusa durante il processo.

Perché questo materiale potrebbe essere decisivo

La consegna dell’hard disk non è ancora l’accesso ai reperti originali — richiesta più volte dalla difesa e mai concessa — ma rappresenta un possibile passo verso una futura richiesta di revisione del processo.

Secondo Salvagni, la documentazione contiene dati che finora non erano stati messi nelle mani della difesa, nonostante le ripetute istanze. E potrebbe, almeno in teoria, fornire nuovi elementi per contestare la tenuta della prova genetica.

Il nodo del DNA: le perplessità di Bossetti

Nell’ultima intervista a Belve Crime, Bossetti aveva ribadito le sue perplessità:

“Il DNA nucleare che dovrebbe disperdersi in poche settimane era ancora presente. Il mitocondriale, che non si può disperdere, invece non c’è. Vorrei capire come il mio DNA è finito sugli slip di Yara.”

Una tesi che la difesa ora punta a sostenere con ulteriori verifiche scientifiche.

Scenario futuro: verso una revisione?

La strada verso la revisione resta complessa, ma il materiale consegnato potrebbe rappresentare il primo spiraglio concreto dopo anni di chiusure. Come ricordava lo stesso Salvagni mesi fa: “Questo può essere un primo passo verso la revisione.”

Ora, la parola passa agli esperti che dovranno decifrare migliaia di profili genetici per capire se esistano incongruenze o elementi non valutati nel processo che ha portato alla condanna definitiva.