sabato, Gennaio 31

Famiglia nel bosco, la decisione della Corte d’Appello: cosa succede ora

Una decisione attesa, temuta, discussa. E invece nulla. La Corte d’Appello dell’Aquila ha scelto di prendersi tempo e di rinviare la decisione sul caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli, lasciando ancora sospeso il destino dei tre bambini allontanati dai genitori nelle scorse settimane.

Nessun via libera al rientro, nessuna conferma definitiva dell’allontanamento. Solo un silenzio giudiziario che pesa come un macigno su una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica tra indignazione, preoccupazione e richieste di chiarezza.

La scelta della Corte d’Appello: tutto rinviato

L’udienza si è svolta da remoto e si è conclusa senza una decisione immediata. I giudici dell’Aquila hanno deciso di rinviare, riservandosi di approfondire ulteriormente il materiale depositato dalle parti. Una scelta che, di fatto, congela la situazione attuale.

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I bambini restano collocati nella struttura protetta di Vasto insieme alla madre, mentre il padre continua a vivere separato dal nucleo familiare. Una condizione temporanea che però, con il passare dei giorni, diventa sempre più difficile da sostenere.

La linea della difesa: “Non c’era alcuna emergenza”

Gli avvocati della coppia, Marco Femminella e Danila Solinas, hanno ribadito con forza la loro posizione. Secondo la difesa, l’allontanamento dei minori sarebbe avvenuto in assenza di una reale situazione di emergenza, violando principi fondamentali previsti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

Uno dei punti centrali sollevati riguarda l’ascolto dei bambini. Per i legali, i minori non sarebbero stati adeguatamente sentiti prima di adottare un provvedimento così drastico. Un’omissione che, a loro dire, rende l’intervento sproporzionato e potenzialmente illegittimo.

I documenti sull’istruzione parentale

La difesa ha inoltre depositato documentazione relativa all’istruzione parentale seguita dalla famiglia. Secondo gli avvocati, la figlia maggiore era regolarmente iscritta agli esami di idoneità e non esistevano irregolarità tali da giustificare un intervento urgente.

Anche l’ipotesi di isolamento sociale viene respinta. I bambini, secondo quanto riferito dai legali, avrebbero frequentato il parco del paese, avuto rapporti con altri coetanei e stretto amicizie, come confermato anche da alcuni residenti di Palmoli.

La relazione dei servizi sociali

Di segno opposto la posizione dei servizi sociali. Nella relazione depositata in tribunale, l’assistente sociale sottolinea che l’intervento non riguarda la scelta di vita alternativa della famiglia, ma esclusivamente la tutela del diritto all’infanzia.

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