mercoledì, Luglio 1

Garlasco, svolta clamorosa: la Procura dubita del super perito e accende lo scontro sul DNA

Caso Garlasco, colpo di scena su Sempio: cosa ha chiesto la procura al GipAndrea Sempio torna a parlare a Quarto Grado: «Non c’entro nulla con l’omicidio di Chiara Poggi». Le nuove indagini e il DNA sotto le unghie della vittima riaccendono i riflettori sul caso Garlasco.

Il caso Garlasco, una delle vicende giudiziarie italiane più controverse e discusse degli ultimi due decenni, torna al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria con un’inaspettata svolta.

A distanza di quasi 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ha presentato una richiesta formale al Giudice per le indagini preliminari (GIP) Daniela Garlaschelli, sollevando dubbi sull’imparzialità del genetista Emiliano Giardina, nominato come super perito per l’analisi del DNA.

Leggi anche:Giallo di Pietracatella, madre e figlia morte per ricina: in campo gli esperti tedeschi, prelievi sui superstiti

Leggi anche:Delitto di Cogne, oltre vent’anni dopo: come il caso Franzoni ha cambiato la cronaca nera in Italia

Leggi anche:Rieti, quindicenne muore annegato nel fiume Velino dopo un tuffo: indagini in corso

La nuova udienza, parte dell’incidente probatorio, rappresenta un momento cruciale in questo iter giudiziario complesso. La richiesta della Procura potrebbe influenzare profondamente l’andamento delle indagini, riaccendendo l’interesse e le polemiche su un caso che ha già diviso l’opinione pubblica e gli esperti del diritto.

La richiesta di ricusazione: perché la Procura vuole escludere Giardina

La Procura ha avanzato una richiesta di ricusazione nei confronti del professor Emiliano Giardina, noto genetista forense incaricato di effettuare nuove analisi genetiche sui campioni biologici raccolti all’epoca dell’omicidio. La motivazione principale di tale richiesta risiede in una recente intervista televisiva rilasciata dallo stesso Giardina alla trasmissione Le Iene.

Secondo i magistrati, le dichiarazioni pubbliche del genetista potrebbero compromettere la sua imparzialità, minando la credibilità e la neutralità delle sue future valutazioni. Non si tratta dunque di mettere in discussione le competenze scientifiche del professionista, bensì la sua posizione di terzietà, fondamentale in un contesto delicato come quello dell’incidente probatorio.

Anche la difesa di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi già condannato a 16 anni di reclusione per l’omicidio avvenuto nel 2007, ha appoggiato la richiesta di ricusazione. L’avvocata Giada Bocellari, legale esclusiva di Stasi in questa fase, ha inoltre sollevato un’ulteriore istanza: l’esclusione di Luciano Garofano, ex comandante del RIS di Parma, attualmente consulente tecnico per la difesa di Andrea Sempio.

Chi è Andrea Sempio e perché è sotto indagine

Andrea Sempio, all’epoca dei fatti amico stretto di Marco Poggi, fratello della vittima, è finito al centro di nuove indagini dopo il ritrovamento di una traccia genetica riconducibile potenzialmente al suo profilo. Il DNA in questione è stato individuato sotto le unghie della giovane Chiara Poggi e, secondo alcuni esperti, potrebbe coincidere con quello di Sempio.

A seguito di queste nuove rilevazioni, la sua posizione è divenuta oggetto di indagine, anche se non vi è ancora alcuna certezza sull’effettiva compatibilità della traccia biologica. L’avvocato difensore di Sempio, Massimo Lovati, ha dichiarato che il suo assistito è “sereno” e ha ribadito pubblicamente che “non ha nulla da temere”.

Le opinioni contrastanti sulle nuove analisi del DNA

Il tema centrale di questa nuova fase processuale è rappresentato proprio dalle nuove tecnologie disponibili per l’analisi del DNA. La giurisprudenza italiana ha assistito, negli ultimi anni, a notevoli avanzamenti in ambito genetico-forense, che consentono oggi di lavorare su campioni degradati o parziali in modo più preciso.

Nonostante ciò, le opinioni sul valore probatorio delle tracce raccolte nel 2007 rimangono contrastanti. La difesa della famiglia Poggi, in particolare, esprime forti riserve sull’attendibilità di questi nuovi accertamenti. L’avvocato Francesco Montagna, legale di Marco Poggi, sostiene che i campioni esaminati siano “misti e degradati”, rendendo impossibile una determinazione certa del profilo genetico.

Secondo Montagna, non si può parlare di un unico profilo maschile, ma di una pluralità di tracce, ciascuna delle quali potrebbe appartenere a persone diverse. Questo scenario complesso richiederebbe, secondo la difesa, un confronto su larga scala per individuare con esattezza eventuali corrispondenze.

La posizione della famiglia Poggi: “La verità è già emersa”

Dal canto suo, Gian Luigi Tizzoni, legale storico della famiglia Poggi, ha dichiarato con fermezza che non vi è alcun bisogno di riaprire il caso. Secondo l’avvocato, la verità è già stata accertata nel corso dei numerosi gradi di giudizio che hanno portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Tizzoni ha affermato: “Non temiamo nuove analisi, ma non esistono nuovi elementi tali da rimettere in discussione ciò che è stato stabilito in sede giudiziaria. Le tecnologie possono progredire, ma i fatti restano. Stasi è stato condannato sulla base di prove concrete, e nessuna innovazione tecnica può cambiare ciò”.

L’analisi del genetista Garofano: “Le tracce non sono idonee”

Anche Luciano Garofano, figura di spicco nel panorama della genetica forense italiana, si è espresso in modo cauto sulla possibilità di utilizzare i vecchi campioni per arrivare a conclusioni certe. L’ex comandante del RIS ha sottolineato che, pur con le nuove tecnologie, i campioni disponibili potrebbero non essere sufficientemente affidabili per una comparazione precisa.

Garofano ha affermato: “Oggi la scienza ci permette di ottenere risultati più accurati, ma non possiamo fare miracoli. Se il materiale biologico non è in buone condizioni, anche il miglior laboratorio non può garantire certezze assolute. Tuttavia, siamo favorevoli a nuovi accertamenti, purché siano condotti con metodo e rigore”.

Il ruolo del GIP: attesa per la prossima udienza

A decidere sull’ammissibilità della ricusazione del perito e sull’eventuale esclusione di altri consulenti sarà la giudice Daniela Garlaschelli. La GIP ha scelto di prendersi del tempo per riflettere sulle richieste presentate, rinviando ogni decisione alla prossima udienza.

Durante la prossima sessione, oltre alla questione dei periti, sarà definito anche il quesito peritale, ovvero la formulazione tecnica che guiderà gli esperti nelle nuove analisi genetiche. Si tratta di un passaggio fondamentale per stabilire i criteri con cui dovranno essere effettuati i confronti genetici.

Un caso che non smette di far discutere

Il caso Garlasco continua ad avere una forte risonanza nell’opinione pubblica italiana. La vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007, ha segnato profondamente il panorama giudiziario nazionale, suscitando dubbi, interrogativi e una lunga scia di processi, ricorsi e perizie.

Oggi, a quasi due decenni dai fatti, la ricerca della verità continua a generare divisioni, sia tra gli esperti che tra le persone comuni. Ogni nuovo sviluppo riapre ferite e polemiche, mentre l’attenzione mediatica resta alta.

In attesa della prossima udienza, resta aperta la possibilità che nuovi elementi emergano dal lavoro dei periti. Ma per ora, ciò che è certo è che il caso Garlasco non ha ancora scritto la sua parola fine.