Una scossa di terremoto di magnitudo 2.0 è stata registrata all’alba di oggi, martedì 23 dicembre, nell’Avellinese. Il sisma è stato rilevato alle ore 5:28 del mattino dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
L’epicentro è stato localizzato a circa tre chilometri dal comune di Cairano, in provincia di Avellino, in un’area al confine tra Campania e Basilicata. La scossa è stata avvertita lievemente anche nei centri vicini, tra cui Calitri e Sant’Andrea di Conza.
Leggi anche:Allerta meteo oggi 2 luglio: rossa in Veneto, arancione in Emilia-Romagna. Temporali su 15 regioni
Leggi anche:Tromba d’aria nel Salento a Torre San Giovanni: ombrelloni in volo e bagnanti in fuga dalla spiaggia – VIDEO
Profondità e localizzazione del sisma
Secondo i dati ufficiali, il terremoto si è verificato a una profondità di circa 18 chilometri. Si tratta quindi di un evento sismico relativamente profondo, caratteristica che ne ha limitato l’impatto in superficie.
Al momento non si registrano danni a persone o cose. Nessuna segnalazione di criticità è arrivata dai comuni interessati e non è stato necessario l’intervento dei soccorsi.
Area sotto monitoraggio
L’area dell’Irpinia resta costantemente monitorata dagli esperti, trattandosi di una delle zone a più alta sismicità del Paese. Le micro-scosse come quella registrata questa mattina rientrano in una normale attività di assestamento della crosta terrestre.
Le autorità locali, insieme alla Protezione Civile regionale e alla Prefettura di Avellino, continuano a seguire l’evoluzione della situazione, senza però segnalare al momento elementi di particolare preoccupazione.
Il precedente sciame sismico
Il terremoto odierno non è collegato direttamente allo sciame sismico che aveva interessato la stessa provincia lo scorso ottobre, quando erano state registrate diverse scosse, alcune superiori alla magnitudo 3.0 e una arrivata fino a 4.0.
L’Irpinia resta una zona storicamente segnata da eventi sismici importanti, come il devastante terremoto del 23 novembre 1980, che continua a rappresentare un riferimento nella memoria collettiva del territorio.
Gli esperti invitano comunque alla calma, ricordando che eventi di questa entità sono frequenti nell’area e non indicano necessariamente un’evoluzione verso fenomeni più intensi.