giovedì, Giugno 25

Askatasuna, FdI chiede la sfiducia di Rosatelli: “A Torino terrorismo. Dal Pd solo chiacchiere”

Gli scontri avvenuti a Torino durante il corteo pro Askatasuna continuano ad avere pesanti ripercussioni politiche. Dopo le violenze che hanno trasformato la manifestazione in una giornata di guerriglia urbana, il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale ha presentato una mozione di sfiducia contro l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli.

A firmarla anche il consigliere comunale Ferrante De Benedictis, che attacca duramente l’assessore, da tempo considerato vicino al centro sociale torinese.

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“Libertà non è violenza”

Torino, corteo per Askatasuna degenera in guerriglia: poliziotto aggredito, scontri, feriti e attacco ai giornalisti durante la manifestazione.

“Askatasuna significa libertà, ma la libertà non ha nulla a che vedere con la violenza”, afferma De Benedictis, spiegando che la mozione nasce da un principio politico ritenuto non negoziabile: l’incompatibilità tra il ruolo istituzionale e il sostegno a realtà antagoniste.

“Figuriamoci se questa incompatibilità non debba valere per un assessore”, aggiunge, accusando Rosatelli di aver nel tempo assunto posizioni in contrasto con il suo ruolo, finendo per legittimare politicamente contesti che sfociano nella violenza.

“Colpire un poliziotto significa colpire lo Stato”

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, la linea di confine è netta: “O si sta con lo Stato o si sta contro lo Stato. Su questi temi non può esserci ambiguità. Quando si colpisce un poliziotto, si colpisce lo Stato”.

Nel mirino finisce anche il cosiddetto patto di collaborazione tra il Comune di Torino e Askatasuna, sostenuto dallo stesso Rosatelli. Un accordo che, secondo De Benedictis, non solo non ha impedito le tensioni, ma avrebbe contribuito a creare conflitti tra cittadini, istituzioni e movimenti antagonisti.

“Il governo ha fatto bene, altri sono stati ambigui”

De Benedictis rivendica l’intervento del governo dopo gli scontri: “Ha fatto bene a far capire che lo Stato c’è ed è vicino ai suoi servitori. L’ambiguità di molti, al contrario, ha rafforzato gli antagonisti”.

“Dal Pd solo chiacchiere”

Il consigliere punta poi il dito contro la partecipazione alla manifestazione di esponenti di Avs e di una consigliera del Movimento 5 Stelle, candidata sindaco. “Si sapeva benissimo che tipo di corteo fosse. Avs è complice, così come chi vive e difende quel mondo antagonista”, accusa.

Ancora più duro l’affondo contro il Partito democratico: “Delle chiacchiere del Pd abbiamo piene le tasche. Hanno difeso il patto di collaborazione con Askatasuna e questi sono i risultati”.

Secondo De Benedictis, l’esito della manifestazione era prevedibile: “Creare caos e scompiglio. In questa città è complice anche una parte della sinistra e della borghesia che continua a difendere queste realtà”.

Il documento contro Askatasuna

Oltre alla mozione di sfiducia, De Benedictis rivendica la presentazione di un secondo documento in Consiglio comunale per denunciare quanto accaduto e proporre un patto civile.

Il testo chiede al sindaco e alla giunta di denunciare i responsabili, esprimere solidarietà alle Forze dell’Ordine, offrire ristoro ai commercianti danneggiati, manifestare vicinanza ai giornalisti feriti, recidere ogni legame con Askatasuna e costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari.

“Torino è una città ferita”

Lo sguardo si allarga infine al clima cittadino. “Torino è una città ferita, che non si riconosce nella violenza. Sta riflettendo, si sta leccando le ferite”, afferma De Benedictis, che richiama un’identità alternativa della città, fatta di lavoro, solidarietà e impegno civile.

Quanto alla parola “libertà”, evocata dal nome del centro sociale, per l’esponente di FdI è una parola tradita dai fatti: “Non esiste libertà senza regole. Qui non c’è protesta, ma terrorismo organizzato, studiato e finanziato”.

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