sabato, Febbraio 7

Laura Pausini canta l’inno d’Italia alle Olimpiadi: polemiche e critiche sui social

Quella che doveva essere una delle esibizioni simbolo della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 si è trasformata in un caso mediatico. Laura Pausini, chiamata a interpretare Il Canto degli Italiani davanti a San Siro e in mondovisione, è finita al centro di un acceso dibattito sui social pochi minuti dopo la sua performance.

L’evento aveva un valore altamente simbolico: celebrare l’identità nazionale in uno dei momenti più solenni dei Giochi. Ma la reinterpretazione dell’inno da parte dell’artista romagnola ha diviso il pubblico tra chi ha apprezzato la potenza vocale e chi ha giudicato la scelta stilistica fuori luogo.

La reazione dei social: “L’inno non si interpreta”

Il video dell’esibizione ha iniziato a circolare rapidamente sulle piattaforme digitali, generando migliaia di commenti. Molti utenti hanno criticato il tono eccessivamente personale dell’interpretazione, sostenendo che l’inno nazionale richieda un’esecuzione più sobria e aderente alla tradizione.

“L’inno si canta, non si interpreta”, è stata una delle frasi più ricorrenti nei commenti. Altri hanno parlato di un’esibizione troppo enfatica, accusando la cantante di aver privilegiato la performance vocale rispetto alla solennità del momento.

Le critiche tecniche e il confronto con il passato

Tra le osservazioni più frequenti, anche rilievi di natura tecnica. Alcuni utenti hanno sottolineato l’uso marcato delle note alte e una certa teatralità nell’esecuzione, ritenuta da parte del pubblico poco coerente con la tradizione istituzionale dell’inno.

Non sono mancati paragoni con interpretazioni precedenti considerate più “canoniche”, con richiami a grandi voci del passato della musica italiana. In molti hanno espresso il desiderio di un’esecuzione più lineare, meno personalizzata.

Un dibattito che va oltre la performance

La polemica, in realtà, ha toccato un tema più ampio: il rapporto tra simboli nazionali e libertà artistica. L’inno rappresenta un elemento identitario forte e condiviso, e ogni variazione rispetto alla versione tradizionale tende a generare reazioni emotive intense.

Se nello stadio l’esibizione è stata accolta da applausi, online il giudizio si è dimostrato più severo. Per alcuni si è trattato di un’espressione artistica legittima, per altri di un’occasione mancata in una serata che avrebbe dovuto puntare sulla coesione e sulla riconoscibilità.

Resta il fatto che l’interpretazione di Laura Pausini è diventata uno degli episodi più discussi della cerimonia di apertura, dimostrando ancora una volta quanto i grandi eventi internazionali amplifichino ogni dettaglio, trasformando pochi minuti di musica in un caso nazionale.

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