giovedì, Luglio 2

Santanchè indagata per bancarotta Bioera

Si amplia il fronte giudiziario che coinvolge la ministra del Turismo Daniela Santanchè. La procura di Milano ha aperto un nuovo fascicolo per presunta bancarotta legato al fallimento della società Bioera, gruppo attivo nel settore del biologico di cui la ministra è stata presidente fino al 2021.

L’iscrizione nel registro degli indagati risalirebbe a diverse settimane fa e riguarderebbe anche altri ex amministratori della società. L’indagine è coordinata dai pubblici ministeri Maria Gravina, Luigi Luzi e Guido Schininnà.

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Il filone Bioera e la liquidazione giudiziale

Il caso Bioera affonda le radici nelle difficoltà finanziarie che hanno portato alla liquidazione giudiziale della società, decisa dal tribunale fallimentare di Milano nel dicembre 2024. Secondo quanto emerso in sede civile, sarebbero state riscontrate criticità rilevanti nella gestione economica, tra cui l’assenza di risorse sufficienti per soddisfare i creditori non aderenti agli accordi di ristrutturazione del debito.

Tra gli elementi evidenziati anche il mancato perfezionamento di un previsto aumento di capitale, considerato determinante per il risanamento dell’azienda. La procura ora dovrà valutare se vi siano state condotte penalmente rilevanti nella fase precedente al dissesto.

Seconda inchiesta per bancarotta

Per la ministra si tratta della seconda contestazione per bancarotta. Un altro procedimento riguarda infatti la Ki Group srl, società anch’essa collegata al medesimo gruppo imprenditoriale. I due filoni restano formalmente distinti ma si inseriscono in un contesto più ampio di verifiche sulla gestione societaria.

La vicenda Bioera è inoltre separata dal procedimento legato a Visibilia, per il quale Santanchè è già stata rinviata a giudizio con l’accusa di falso in bilancio. Parallelamente resta in sospeso anche l’indagine per presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps, per la quale si attende la decisione sull’eventuale rinvio a giudizio.

Le implicazioni politiche

Il nuovo sviluppo giudiziario arriva in una fase delicata per l’esecutivo e riaccende il dibattito politico sulle opportunità di permanenza al governo in presenza di indagini in corso. Al momento non risultano provvedimenti restrittivi né richieste cautelari, e l’inchiesta è ancora nella fase preliminare.

Resta ora da attendere l’evoluzione delle indagini milanesi e gli eventuali sviluppi processuali, mentre il quadro giudiziario complessivo della ministra continua a delinearsi su più fronti.