Questa mattina, il Sud Italia ha vissuto un risveglio drammatico.

La Calabria e la Sicilia sono state colpite dal passaggio del Mega Ciclone Nils, una tempesta di origine atlantica che ha investito il Tirreno con una furia senza precedenti. Questo evento meteorologico arriva a distanza di sole tre settimane dal ciclone Harry, confermando un periodo di violenza atmosferica eccezionale e segnando una delle più gravi emergenze climatiche degli ultimi anni nella regione.
Le prime rilevazioni parlano di raffiche di vento che hanno raggiunto intensità uragano, con punte di 155 km/h registrate a Messina, sul Monte Craparo, a 880 metri di altitudine. Questi valori sono comparabili a un uragano di seconda categoria sulla scala Saffir-Simpson, e i danni si stanno rivelando diffusi e devastanti, colpendo infrastrutture, edifici e aree turistiche lungo la costa tirrenica.
Reggio Calabria, un tempo celebrata per il suo Lungomare, definito da Gabriele D’Annunzio “il chilometro più bello d’Italia”, ha subito una devastazione totale. Inaugurato nel 1999, questo lungomare non aveva mai visto una simile distruzione in 27 anni. Le onde generate dal vento di maestrale hanno inghiottito la passeggiata, distruggendo stabilimenti balneari e infrastrutture turistiche. La furia del vento ha costretto le autorità a evacuazioni precauzionali, mentre la città si ritrovava a fronteggiare tetti scoperchiati, alberi abbattuti e linee elettriche interrotte.
A Messina, la situazione non è meno grave. La stazione meteorologica ufficiale della Protezione Civile ha registrato raffiche fino a 155 km/h sul Monte Craparo, ma anche valori allarmanti in altre zone, come i 128 km/h a Gazzi e i 118 km/h a Castelmola, vicino a Taormina. Il forte vento ha messo in ginocchio l’intera area metropolitana, causando blackout diffusi e interruzioni nei collegamenti stradali. Fortunatamente, i feriti tra la popolazione sono stati limitati, ma il panorama di distruzione è stato impressionante.
Le onde alte hanno invaso le coste, trascinando con sé spiagge, passerelle e infrastrutture balneari. L’intervento dei vigili del fuoco e della protezione civile è stato necessario per soccorrere residenti e turisti, mentre la combinazione di vento e mareggiata ha creato una situazione critica, paragonabile a eventi estremi mai registrati in Calabria e Sicilia negli ultimi decenni. Le autorità locali hanno già dichiarato lo stato di emergenza meteo, attivando centri operativi per coordinare gli interventi di soccorso e ripristino delle infrastrutture.
Il monitoraggio meteorologico rimane costante, e la popolazione è stata invitata a rimanere in casa, evitando spostamenti non necessari. Gli esperti avvertono che l’arrivo del Mega Ciclone Nils è un campanello d’allarme per la vulnerabilità delle coste tirreniche meridionali. Questo evento mette in luce l’urgenza di piani di prevenzione e infrastrutture resilienti, in un contesto di cambiamenti climatici sempre più estremi.
Il bilancio provvisorio dei danni materiali è già ingente. Decine di edifici sono stati colpiti, strade interrotte e interi tratti costieri devastati. La riapertura delle città e il ritorno alla normalità richiederanno settimane di lavoro intenso da parte delle autorità locali, dei vigili del fuoco e dei volontari, mentre i cittadini cercano di fare i conti con una calamità che ha messo a dura prova l’intero Sud Italia.















