La notizia della morte di Claudio Sterpin, avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 2023, ha colpito profondamente la comunità di Trieste e non solo.

Sterpin, storico amico di Liliana Resinovich, è stato una figura centrale nella battaglia per ottenere verità e giustizia riguardo alla tragica scomparsa di Lilly, avvenuta il 14 dicembre 2021. Il suo corpo fu ritrovato in un sacco della spazzatura il 5 gennaio 2022, un evento che ha scosso l’opinione pubblica e ha sollevato interrogativi inquietanti. La sua morte riaccende i riflettori su un caso che, a distanza di quasi due anni, continua a essere avvolto da un velo di mistero e ambiguità.

Claudio Sterpin non era solo un amico di Liliana; era un uomo che ha dedicato la sua vita a cercare la verità, a dare voce a chi non ne aveva più. La sua convinzione che Lilly non si fosse suicidata è stata una costante nel suo discorso pubblico. Nonostante le avversità, ha sempre mantenuto una posizione ferma, rifiutando di cedere al silenzio che, a suo avviso, sarebbe stato un tradimento nei confronti della memoria dell’amica. La sua morte, avvenuta in un ospedale di Cattinara, segna non solo la fine di una vita dedicata alla ricerca della giustizia, ma anche un momento di riflessione profonda su come la società affronta le tragedie e le ingiustizie.

Un uomo di passione e determinazione
Claudio Sterpin era un uomo poliedrico, un ex bersagliere, un maratoneta di livello internazionale e un autista che ha lavorato per quarant’anni. La sua vita era un mosaico di esperienze, ognuna delle quali contribuiva a formare un carattere forte e determinato. La redazione di Quarto Grado lo ha ricordato con parole cariche di emozione, sottolineando il suo orgoglio nel portare la divisa da bersagliere e la sua energia contagiosa nel partecipare a eventi pubblici. La sua figura incarnava una sorta di eroismo quotidiano, un uomo che affrontava ogni sfida con grinta e passione.














