Un aumento improvviso dei casi di epatite A ha acceso l’allarme tra Campania e Lazio. Al centro dell’indagine, una possibile contaminazione legata al consumo di cozze, che sarebbero state mischiate tra prodotto italiano e lotti esteri infetti.
La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo contro ignoti, mentre i controlli si intensificano lungo tutta la filiera.

I numeri del contagio
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, solo nel mese di marzo si registrano 160 casi di epatite A, di cui ben 110 in Campania.
Un incremento significativo che ha portato le autorità sanitarie ad avviare verifiche immediate, anche nelle regioni limitrofe.
L’ipotesi: cozze contaminate dall’estero
Gli inquirenti stanno indagando su una possibile contaminazione legata a frutti di mare importati. L’ipotesi è che cozze provenienti dall’estero, potenzialmente infette, siano state mescolate con prodotto italiano e immesse sul mercato.
Un meccanismo che renderebbe difficile tracciare con precisione l’origine del contagio.
Sequestri e controlli dei Nas
I carabinieri del Nas hanno avviato controlli a tappeto. Negli ultimi giorni sono stati sequestrati circa 50 chili di prodotti e raccolti campioni per le analisi.
Le verifiche riguardano anche la qualità delle acque e possibili scarichi fognari, soprattutto lungo il litorale campano.
I casi nel Lazio e il sospetto Terracina
Alcuni episodi si sono registrati anche nel basso Lazio, in particolare nella zona di Terracina, dove sarebbero stati consumati frutti di mare provenienti dalla Campania.