martedì, Aprile 21

Decreto Sicurezza, Meloni cede sul bonus rimpatri ma non molla

Una giornata parlamentare convulsa, con dichiarazioni che si rincorrono dal Salone del Mobile di Milano all’Aula della Camera, passando per il Quirinale. Il decreto Sicurezza è arrivato in aula senza modifiche, la Camera ha respinto la richiesta di rinvio in commissione avanzata dalle opposizioni, e Meloni ha scelto il palcoscenico della fiera del design per difendere la norma più contestata del provvedimento. Il risultato è un quadro politico in cui tutti litigano ma nessuno ha ancora trovato una soluzione che regga.

Meloni dal Salone del Mobile: “Non è un pasticcio, faremo un decreto ad hoc”

La premier ha risposto ai giornalisti a margine della visita al Salone del Mobile con parole che non lasciano spazio a retromarce sulla sostanza. “Sul decreto Sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc”, ha detto. Il motivo della mancata correzione in corso d’opera è tecnico: non c’erano i margini di tempo per inserire un emendamento durante la conversione del decreto senza rischiare di non farcela prima del 25 aprile.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.