domenica, Luglio 26

Lutto per Marco D’Amore: morto il padre Marcello

Marco D’Amore piange la morte di suo padre Marcello. L’attore e regista napoletano — noto al grande pubblico soprattutto per il ruolo di Ciro Di Marzio in Gomorra — ha affidato ai social un messaggio lungo, intimo e profondamente personale per salutare l’uomo che più di tutti ha segnato la sua vita e il suo percorso artistico. Un testo che non è solo un necrologio, ma un atto d’amore.

“Sei stato fonte inesauribile di ispirazione”

D’Amore inizia dal riconoscimento più importante, quello che riguarda il lavoro: “Chi stima il mio lavoro deve sapere che tu sei stato fonte inesauribile di ispirazione”. Una frase che dice molto sul tipo di rapporto che li legava — non solo padre e figlio, ma due persone che condividevano passioni, visioni, un modo di stare al mondo. Dalla musica alla lettura, fino all’amore per Napoli — non quella degli stereotipi, ma “quella della Storia e della Cultura”, come scrive l’attore.

L’ultimo mese: i ruoli ribaltati

Il passaggio più toccante del post riguarda le ultime settimane, vissute accanto al padre malato. D’Amore descrive un mese trascorso “mano nella mano”, segnato da un’intimità nuova, fatta di confidenze e racconti condivisi “tra lacrime e sorrisi”. È in quel periodo che qualcosa si è capovolto: “Tu sei stato il figlio che non ho mai avuto, io sono diventato il padre che non sono mai stato”. Una frase che racchiude tutta la complessità di un legame che si trasforma, che si rinnova proprio quando la fine si avvicina.

Con delicatezza racconta anche la fragilità del padre negli ultimi giorni: “Nelle mie mani hai affidato le tue paure. Ho provato ad accarezzarti con tutta la delicatezza di cui sono capace”. Parole che restituiscono l’immagine di un figlio che si è fatto presenza, cura, protezione — quando normalmente i ruoli erano invertiti.

“Ora sei libero dai patimenti del corpo”

D’Amore non entra nei dettagli della malattia, ma le sue parole lasciano intendere una sofferenza fisica lunga e difficile. Il saluto finale porta con sé il sollievo misto al dolore di chi ha visto un proprio caro lottare: “Ciao Marcellino mio, ora che sei nella luce, finalmente libero dai patimenti del corpo, ti prego di non dimenticarti di me”. E poi la richiesta più intima: “Proteggimi”.

L’addio in napoletano con Sergio Bruni

Il post si chiude con un verso in napoletano, tratto dal repertorio di Sergio Bruni — cantante amatissimo dal padre: “Vieneme ‘nzuonno si… vieneme ‘nzuonno”. Vienimi in sogno. Un addio che è anche una speranza, quella di non perdere davvero chi si ama anche quando non c’è più. Accanto alle parole, una foto di D’Amore appena nato in braccio al padre Marcello — un’immagine che vale più di qualsiasi descrizione.

Un messaggio che ha commosso migliaia di persone, colleghi, fan e chiunque abbia mai perso un genitore. Perché in quelle parole c’è qualcosa di universale — il tentativo disperato e bellissimo di dire a chi amiamo tutto quello che non abbiamo detto abbastanza.