L’inchiesta aperta dalla Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano continua a far discutere e nelle ultime ore ha assunto contorni ancora più delicati. Al centro del fascicolo compare il nome di Gianluca Rocchi, designatore arbitrale di Serie A e Serie B, raggiunto da un avviso di garanzia con l’ipotesi di concorso in frode sportiva.
Insieme a lui risulta indagato anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni, mentre gli inquirenti stanno cercando di capire se alcune designazioni arbitrali possano essere state influenzate in modo irregolare in partite considerate sensibili.
Le partite finite sotto osservazione

Secondo le prime ricostruzioni investigative, sotto la lente della magistratura sarebbero finite alcune gare della scorsa stagione che avrebbero sollevato dubbi interni sul sistema delle designazioni.
Tra le partite citate nelle indiscrezioni figurano:
- Udinese-Parma
- Inter-Verona
- Inter-Roma
- Bologna-Inter
Il punto centrale dell’indagine riguarda la presunta gestione delle nomine arbitrali e il sospetto che alcuni direttori di gara possano essere stati scelti secondo criteri non del tutto regolari.
La smentita che cambia il quadro
Nelle ultime ore però è arrivata una precisazione considerata molto importante.
Fonti vicine alla Procura avrebbero chiarito che:
- gli indagati appartengono solo al mondo arbitrale;
- nessun club risulta formalmente coinvolto;
- nessun dirigente sportivo sarebbe iscritto nel registro degli indagati;
- l’Inter non risulta coinvolta nell’indagine.
Una precisazione che ridimensiona immediatamente le ipotesi circolate nelle ore precedenti, quando qualcuno aveva già parlato di uno scenario persino più grave di Calciopoli.
Perché l’Inter viene tirata in ballo
Il nome del club nerazzurro era emerso perché diverse partite analizzate dagli inquirenti riguarderebbero proprio incontri disputati dalla squadra milanese.