martedì, Maggio 5

È caduto il governo in Romania: sfiduciato Bolojan con 281 voti su 330

Un record storico e una crisi politica senza precedenti recenti. Il parlamento rumeno ha sfiduciato oggi il primo ministro Ilie Bolojan con 281 voti favorevoli su 330: è la mozione di sfiducia con il maggior numero di consensi nella storia del parlamento di Bucarest. La Romania entra ora in una fase di profonda incertezza, l’ennesima in un paese che tra il 2024 e il 2025 aveva già vissuto l’annullamento e la riorganizzazione delle elezioni presidenziali e la formazione di due governi.

Chi ha sfiduciato Bolojan e perché

Leggi anche:Esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio: 21 morti e 61 feriti – VIDEO

Leggi anche:Global Sumud Flotilla, Israele blocca le barche nel Mediterraneo: 24 italiani fermati dopo l’intercettazione vicino a Creta

DB
DOBLO High Impact Ads
DB
DB
DOBLO AI- Multisite Ready
DB

Leggi anche:Flotilla per Gaza fermata nel Mediterraneo, Israele sequestra decine di navi: oltre 400 attivisti in arresto

La mozione è stata presentata da un’alleanza insolita: i Socialdemocratici — all’opposizione da aprile, quando si erano sfilati dalla coalizione di governo — e il partito di estrema destra Alleanza per l’Unità dei Romeni (AUR). Due forze politiche che non hanno mai governato insieme e che hanno dichiarato di non volerlo fare. Eppure si sono unite nella richiesta di sfiduciare Bolojan, a cui contestano soprattutto le politiche fiscali adottate negli ultimi mesi.

Bolojan, esponente del Partito Nazional Liberale (PNL), era stato nominato primo ministro a maggio dell’anno scorso con un compito difficilissimo: ridurre il gigantesco deficit rumeno e sbloccare oltre 8 miliardi di euro in fondi europei bloccati per le riforme non attuate. Il suo governo era sostenuto, oltre che dal PNL, dai liberali dell’Unione Salva Romania (USR) e dal partito della minoranza ungherese (UDMR).

Le misure di austerity che hanno fatto esplodere il malcontento

A giugno il governo aveva approvato una serie di riforme di austerity particolarmente impopolari. L’IVA era stata alzata, le accise aumentate, introdotte nuove tasse per il settore bancario e delle scommesse, messo un tetto agli stipendi e alle pensioni dei dipendenti pubblici. A settembre erano arrivate altre misure: riforma del sistema sanitario e di quello amministrativo per tagliare i costi, aumento dell’età pensionabile dei magistrati e introduzione di uno stipendio massimo — poi annullata dalla Corte Costituzionale.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.