domenica, Maggio 31

Parigi in fiamme dopo la vittoria del PSG: 426 arrestati, scontri in 15 città.

Una notte di festa trasformata in una notte di guerriglia urbana. Il Paris Saint-Germain ha vinto la sua seconda Champions League consecutiva, battendo l’Arsenal ai rigori nella finale disputata a Budapest. Ma mentre i giocatori alzavano la coppa, nelle strade di Parigi e di altre 15 città francesi andava in scena uno scenario ben diverso: incendi, saccheggi, scontri con la polizia e centinaia di arresti.

Il bilancio della notte: 426 fermati, 7 agenti feriti

Al termine di una notte convulsa, le autorità francesi hanno reso noto il bilancio ufficiale: 426 persone fermate in tutta la Francia, di cui 283 solo a Parigi. Sette agenti delle forze dell’ordine sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha definito gli eccessi avvenuti durante la notte come “assolutamente inaccettabili”, pur precisando che non ci sono ragioni per annullare la parata di festeggiamento prevista per domenica a Champ-de-Mars, ai piedi della Torre Eiffel.

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Le forze dell’ordine erano state schierate in massa sin dal pomeriggio: 22mila agenti in tutta la Francia, di cui circa 8mila a Parigi. Una presenza massiccia che non è riuscita a prevenire i disordini, ma che probabilmente ha contenuto danni ben peggiori.

Parigi: dagli Champs-Élysées alla Périphérique

Fin dal primo pomeriggio, migliaia di tifosi si erano radunati allo stadio Parc des Princes per seguire la partita sui maxischermi, con la finale che si disputava a Budapest. Dopo il fischio finale, oltre 20mila persone si sono riversate sugli Champs-Élysées. Quello che era nato come un festeggiamento collettivo si è rapidamente trasformato in qualcos’altro.

Almeno sei auto parcheggiate sono state danneggiate nella zona. Un ristorante e una panetteria hanno subito vandalismi. Auto, biciclette e cassonetti della spazzatura sono stati dati alle fiamme. Petardi e fuochi d’artificio sono stati lanciati contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con gas lacrimogeni e cariche per disperdere i gruppi più agitati. I disordini si sono estesi anche ad altri quartieri: Barbès, Strasbourg-Saint-Denis, Porte Maillot e Porte de Saint-Cloud, nei pressi dello stadio.

All’altezza di Porte Maillot, decine di persone sono scese dalle auto bloccando la circolazione sulla Périphérique, la tangenziale che circonda la capitale. Molte linee della metropolitana e dei trasporti in superficie sono state sospese per ore. La situazione è tornata sotto controllo soltanto intorno all’una di notte. Nel caos generale, una persona è stata colpita con un coltello vicino a Place de la République. Un’altra, caduta nella Senna, è stata soccorsa dopo un arresto cardiocircolatorio.

Disordini in 15 città: da Tolosa a Montpellier

I disordini non si sono limitati alla capitale. Nuñez ha confermato scontri a Rennes, Strasburgo, Grenoble, Clermont-Ferrand, Tolosa, Nancy e Pau. Raduni e tensioni anche a Bordeaux e Montpellier.

A Tolosa, secondo Le Monde, un gruppo ha infranto le vetrine di vari negozi, danneggiato le pensiline degli autobus e appiccato il fuoco ai cassonetti. Alcuni si sono poi radunati nella centrale Place Wilson armati con spranghe di ferro, prima di essere dispersi con gas lacrimogeni. A Montpellier, centinaia di persone si sono riunite in Place de la Comédie e almeno cinque sono state arrestate dopo un tentativo di irruzione in un negozio di abbigliamento sportivo. A Bordeaux, fuochi d’artificio in Piazza della Borsa, ma anche cassonetti incendiati e intervento della polizia.

Le reazioni politiche: da Macron a Le Pen, fino a Musk

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il presidente Emmanuel Macron aveva esultato subito dopo la vittoria del PSG con un messaggio sui social, celebrando la squadra e il traguardo europeo. Poche ore dopo, la stessa Francia festeggiata dal presidente era in fiamme.

Marine Le Pen

e Jordan Bardella, i due leader del Rassemblement National, hanno attaccato senza mezzi termini: secondo Le Pen, la Francia è l’unico Paese in cui la vittoria di una squadra di calcio provoca disordini, e in cui i cittadini si chiudono in casa per evitare di essere coinvolti in violenze. Un attacco implicito al governo Macron, con le elezioni presidenziali fissate per aprile 2027.

Dall’estero, anche Elon Musk ha commentato le immagini dei disordini parigini sui social, rilanciando video degli scontri con il semplice commento «Problems in Paris». A rispondergli, la leader tedesca di estrema destra Alice Weidel, che ha scritto una sola parola: «Remigration». Un termine chiave del vocabolario dell’estrema destra europea, che indica il rimpatrio forzato degli immigrati.

Il precedente del 2025 e il nodo irrisolto

Non è la prima volta che una vittoria del PSG finisce così. Anche l’anno scorso, dopo il trionfo contro l’Inter in finale di Champions League, Parigi era stata teatro di scontri: due persone erano morte e più di 560 erano state arrestate. Un precedente pesante, che aveva già sollevato interrogativi sull’ordine pubblico e sulla capacità delle autorità di gestire le notti di grande euforia collettiva.

Quest’anno il bilancio è stato meno grave in termini di vittime, ma i numeri degli arresti e l’estensione geografica dei disordini raccontano di un problema che non è stato risolto. Il sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire aveva invitato tutti a festeggiare con gioia e rispetto. La realtà della notte è andata in tutt’altra direzione. E mentre la parata di domenica si avvicina, la domanda che in molti si pongono è sempre la stessa: fino a quando la vittoria di una squadra di calcio potrà giustificare il silenzio su ciò che esplode nelle strade dopo il fischio finale?

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