Serata ad alta tensione a Otto e mezzo, il programma di approfondimento politico di La7 condotto da Lilli Gruber. Ospite della puntata Roberto Vannacci, europarlamentare e fondatore di Futuro Nazionale, tempestato di domande dalla padrona di casa su politica, immigrazione e diritti. Tra i numerosi botta e risposta, uno in particolare ha acceso il confronto: quello in cui la conduttrice ha chiamato in causa la moglie del generale.
La provocazione di Lilli Gruber sulla moglie di Vannacci
Per tratteggiare il profilo dell’ospite davanti al pubblico, Gruber si è rivolta direttamente ai telespettatori elencando una serie di definizioni: un generale in pensione, un leader politico collocato a destra, un cattolico credente e praticante e un marito che nel 2001 avrebbe sposato una donna di origine romena, all’epoca cittadina extracomunitaria. Da qui la domanda secca rivolta al diretto interessato: come si definisce?
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Il riferimento alle origini straniere della consorte ha rappresentato il momento più pungente dello scambio, con la conduttrice intenzionata a mettere in evidenza quella che ha presentato come una contraddizione tra le posizioni politiche del generale sull’immigrazione e la sua vicenda personale.
Lilli #Gruber, la regina delle mezze verità di regime, ci prova col colpo basso sulla moglie rumena di #Vannacci. Risultato? Una figura di merda epica. La solita faziosa rancida e ignorante. Umiliata da Vannacci in mondovisione senza nemmeno alzare la voce. Sublime. pic.twitter.com/4Goysv7Fi7
— Riccardo Romani (@RRomani1973) June 11, 2026
La replica del generale
Vannacci non si è sottratto e ha innanzitutto precisato la cronologia dei fatti. I due si sarebbero conosciuti nel 2001, ma il matrimonio sarebbe arrivato soltanto nel 2010, complici i lunghi anni trascorsi dal militare nei vari teatri operativi all’estero.
Sul piano dell’identità, il fondatore di Futuro Nazionale ha rivendicato senza esitazioni il proprio percorso. Si è definito generale a pieno titolo, ricordando i quarant’anni dedicati all’impegno militare e alla difesa della patria, e ha confermato la propria dimensione di politico ed europarlamentare.
Il passaggio più netto ha riguardato però la collocazione ideologica. Vannacci ha respinto l’etichetta di estrema destra attribuitagli dalla conduttrice, preferendo definirsi un esponente di una destra autentica, fiera della propria identità e senza nulla da rinnegare del proprio percorso. Una formula con cui il generale ha inteso ribadire la coerenza della sua posizione, respingendo le ricostruzioni che a suo dire mirerebbero a etichettarlo in modo riduttivo.