Una notizia che ha addolorato un’intera community online. È morto a soli 37 anni Alex Cimo, creator conosciuto per i contenuti dedicati a videogiochi e carte collezionabili, che negli ultimi mesi aveva raccontato pubblicamente la sua malattia. La conferma è arrivata dalla moglie attraverso un messaggio diffuso sui social.
L’annuncio della moglie

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Secondo quanto ricostruito, la notizia del decesso era circolata inizialmente tramite un post pubblicato su LinkedIn e rimosso poco dopo. La conferma ufficiale è giunta successivamente dalla moglie, che ha spiegato di aver scelto di attendere prima di rendere pubblico l’accaduto, rispettando il desiderio del marito di garantire alla famiglia un tempo di riservatezza.
Nel suo messaggio, la donna ha voluto onorare l’apertura con cui Cimo aveva sempre condiviso il proprio percorso: “Lui è sempre stato molto aperto riguardo al suo percorso di salute”, ha scritto, ringraziando per l’affetto dimostrato e riconoscendo quanto la sua vicenda avesse toccato la vita di molti.
I contenuti su YouTube e Yu-Gi-Oh!

Alex Cimo era conosciuto soprattutto per i video dedicati al mondo delle carte collezionabili e dei videogiochi. Sul suo canale YouTube, seguito da oltre 383mila iscritti, pubblicava analisi, commenti e contenuti a tema, con una particolare attenzione all’universo di Yu-Gi-Oh!.
Nel tempo il suo lavoro aveva consolidato una community numerosa e fedele, che lo ha seguito anche durante la fase più complessa della sua vita, quando aveva deciso di raccontare apertamente le cure e l’evoluzione delle proprie condizioni di salute.
La diagnosi e gli aggiornamenti pubblici
La svolta nella sua esistenza, come lui stesso aveva reso noto, risale al marzo 2025, quando aveva comunicato la diagnosi di un tumore al quarto stadio. Da quel momento aveva iniziato a condividere regolarmente aggiornamenti su visite, terapie ed esami, continuando in parte a pubblicare i contenuti che lo avevano reso noto.
Il racconto della malattia era diventato un punto di riferimento per molte persone, anche per la scelta di mostrare in modo diretto le difficoltà quotidiane legate alle cure. Prima della diagnosi oncologica, Cimo aveva parlato pubblicamente anche di un’altra patologia cronica, utilizzando la propria visibilità per sostenere raccolte fondi e iniziative a favore della ricerca.