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Garlasco, Stasi avrebbe venduto i diritti per una docu-serie da 500mila euro? Il legale smentisce: “Non mi risulta”

Un’indiscrezione circolata nelle ultime ore riguarda Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco e da poco ammesso all’affidamento in prova ai servizi sociali. Secondo la ricostruzione, avrebbe venduto i diritti della propria storia per una docu-serie da oltre 500mila euro. Ma il suo legale, l’avvocato Antonio De Rensis, ha smentito la notizia a Open con poche parole: “Non mi risulta”.

L’indiscrezione sul presunto accordo

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La voce era stata lanciata dal giornalista Gabriele Parpiglia nella sua newsletter, secondo cui una casa di produzione avrebbe avviato lo sviluppo di una docu-serie interamente incentrata sulla figura di Stasi. Il progetto, stando alle indiscrezioni, non avrebbe previsto l’uso di attori: sarebbe stato lo stesso Stasi a comparire davanti alle telecamere per raccontare in prima persona la propria vicenda. Per la partecipazione e la cessione dei diritti, la cifra pattuita si sarebbe aggirata intorno ai 500mila euro.

L’ipotesi è però rimasta tale, almeno finché non è arrivata la replica del legale. Contattato da Open, l’avvocato De Rensis ha raffreddato i rumors sul presunto contratto, liquidando la questione con un netto “non mi risulta”. Una smentita che, allo stato, ridimensiona l’indiscrezione, rimasta per ore senza conferme ufficiali.

L’orizzonte al 2028

Secondo la ricostruzione, l’eventuale uscita della docu-serie non sarebbe stata comunque imminente: nei piani distributivi l’orizzonte temporale sarebbe stato fissato al 2028. Una scelta legata alla complessa situazione giudiziaria che ruota attorno all’omicidio di Chiara Poggi e che oggi vede coinvolto, in un nuovo filone d’indagine, anche Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, iscritto nel registro degli indagati dopo la riapertura del caso nel 2025.

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L’altro progetto in cantiere

Sempre secondo le indiscrezioni, il giallo di Garlasco sarebbe al centro anche di un secondo progetto. Parallelamente alla serie, un’altra casa di produzione avrebbe concluso le trattative per acquisire i diritti cinematografici di un libro dedicato alla vicenda, scritto da un magistrato che seguì da vicino il primo grado del processo. L’adattamento per il grande schermo si concentrerebbe sulla prospettiva della giustizia e sui dubbi procedurali legati a quella prima sentenza, poi ribaltata nei successivi gradi di giudizio.

Una vicenda ancora aperta

Al di là dei progetti editoriali e televisivi, il caso di Garlasco resta di strettissima attualità. La riapertura delle indagini e il coinvolgimento di un nuovo indagato hanno riportato al centro dell’attenzione uno dei delitti più discussi della cronaca italiana, a quasi vent’anni dai fatti. Sul presunto accordo per la docu-serie, invece, dopo la smentita della difesa la parola resta alle eventuali conferme o repliche delle case di produzione coinvolte.