lunedì, Agosto 17

Palio di Siena rinviato di nuovo: si corre martedì 18 agosto

Il Palio dell’Assunta è stato rinviato per la seconda volta consecutiva. Dopo lo slittamento deciso domenica, anche lunedì 17 agosto la pioggia ha impedito lo svolgimento della carriera: la corsa è ora fissata per martedì 18 agosto, condizioni permettendo.

La bandiera verde è stata nuovamente esposta alle trifore del Palazzo Pubblico. È il segnale con cui il Comune comunica alla città la decisione definitiva: quando compare, in piazza non si corre.

Due giorni di pioggia sul tufo

Domenica il temporale era arrivato alle 14:03, dopo una prima pioggerella intorno alle 13:30, con vento forte e fuggi fuggi di turisti e cittadini. La pioggia era cessata verso le 15, ma un’ora era bastata a compromettere il fondo.

Lunedì la situazione si è ripetuta in forma diversa: come spiegano dal Comune, la pioggia ha interessato Piazza del Campo fin dalla mattinata, rendendo ancora una volta impraticabile il tufo.

Il tufo non è una superficie qualsiasi: viene steso e compattato nei giorni precedenti con una lavorazione calibrata per garantire aderenza senza essere né polveroso né cedevole. L’acqua altera quell’equilibrio in due modi ugualmente pericolosi — in superficie lo rende scivoloso, in profondità lo appesantisce — e alle velocità della carriera, sulle curve di San Martino e del Casato, è un rischio diretto per cavalli e fantini.

Per questo la valutazione non è discrezionale: sono gli ispettori della pista a stabilire se il fondo è in condizioni di sicurezza, e la decisione finale spetta all’autorità comunale.

Un doppio rinvio che non si vedeva dal 2024

Il Palio non si annulla mai: si sposta al giorno successivo, con l’intero cerimoniale — corteo storico compreso — riproposto da capo. Ma due rinvii consecutivi restano un fatto raro: l’ultimo precedente risale al luglio 2024.

Il quadro complessivo è comunque eloquente: sei degli ultimi nove Palii non si sono disputati nelle date canoniche del 2 luglio e del 16 agosto. Anche quest’anno era già successo a inizio estate, con la carriera di luglio corsa il 3 anziché il 2, sempre per maltempo.

È il segno di una stagione atmosferica cambiata, con temporali estivi più violenti e concentrati, che si scaricano su superfici ridotte in tempi brevissimi. Per una manifestazione legata a due date fisse del calendario liturgico, è un problema strutturale che a Siena si comincia a discutere apertamente.

Il programma di martedì 18 agosto

Se le condizioni atmosferiche lo consentiranno, il programma resterà identico a quello previsto nei giorni scorsi.

Alle 15 e alle 15:30 gli spari del mortaretto per il primo e il secondo preavviso. Alle 16:10 l’inizio dello sgombero della pista. Alle 16:45 la sfilata del drappello dei Carabinieri a cavallo, seguita alle 16:50 dall’ingresso in Piazza del Campo del Corteo storico. Alle 19 l’uscita dei cavalli dal Cortile del Podestà per la carriera.

Le dieci Contrade e le monte

Al canape andranno Selva, Chiocciola, Oca, Nicchio, Lupa, Istrice, Torre, Aquila, Onda e Giraffa. Tre le coppie di rivali in pista: Oca e Torre, Istrice e Lupa, e Onda e Torre — quest’ultima l’unico caso di rivalità unilaterale, perché la Torre non riconosce l’Onda come propria nemica.

Queste le accoppiate: Velluto (Dino Pes) su Diodoro per la Lupa; Brigante (Carlo Sanna) su Benitos per l’Aquila; Tittia (Giovanni Atzeni) su Anda e Bola per il Nicchio; Scompiglio (Jonatan Bartoletti) su Arestetulesu per la Chiocciola; Gingillo (Giuseppe Zedde) su Donrodrigo per la Torre; Virgola (Andrea Sanna) su Viso d’Angelo per l’Onda; Grandine (Sebastiano Murtas) su Canarinu per la Selva; Spago (Michel Putzu) su Diamante Sauro per l’Oca; Tamurè (Federico Guglielmi) su Ares Elce per l’Istrice; Turbine (Elias Mannucci) su Euskaldi per la Giraffa.

La segnatura dei fantini si era conclusa domenica mattina, ai sensi dell’articolo 58 del Regolamento per il Palio: tutte le monte sono state confermate. Nelle prove la Lupa ha vinto la Provaccia, l’Oca la prova generale di sabato sera.

I temi della carriera

Il favorito sulla carta è Diodoro, ritenuto il cavallo più forte del lotto: ha vinto il Palio di luglio con l’Aquila, montato da Tittia, e ora corre per la Lupa con Velluto, che con quella contrada aveva già vinto nel 2024.

Tittia, dodici successi in carriera e protagonista delle ultime edizioni, cambia sella: guiderà Anda e Bola per il Nicchio, che con quel cavallo aveva vinto l’agosto 2025 e che aspetta un successo dal 1998.

L’Aquila, tornata a vincere a luglio dopo trentaquattro anni di attesa, punta al cosiddetto cappotto, cioè la doppietta nello stesso anno.

Il ritorno più atteso è quello di Scompiglio, che dopo aver saltato il Palio di luglio — assenza che aveva fatto discutere — sarà al canape per la sua trentaquattresima carriera. La Chiocciola gli si affida per la sesta volta, con un obiettivo dichiarato: interrompere un digiuno che dura dall’agosto 1999, ventisette anni.

La polemica sul drappellone

L’edizione arriva accompagnata da una discussione che dura da giorni. Il drappellone, realizzato dall’artista rumena Teodora Axente per il quinto centenario della Battaglia di Camollia, è stato criticato per la raffigurazione della Madonna. Il cardinale Augusto Paolo Lojudice lo ha definito “molto cupo”, rilevando che il volto presenta sembianze percepite come vagamente maschili, e ha suggerito un maggiore confronto con la Chiesa in fase di committenza.

Il sindaco Nicoletta Fabio, che della committenza ha la responsabilità, ha risposto in conferenza stampa rivendicando la scelta e dichiarandosi “umiliata e messa alla gogna”. Ha spiegato di aver conosciuto l’artista durante una mostra al Santa Maria della Scala e di averne apprezzato la devozione, aggiungendo che la risceglierebbe. Si è detta disponibile a un confronto con l’autorità religiosa e con il Magistrato delle Contrade sulle modalità della committenza, precisando però di non voler mettere l’arte sotto tutela.

Cosa succede se piove ancora

La regola non cambia: se anche martedì il tufo risultasse impraticabile, la carriera slitterebbe ulteriormente. Le previsioni sulla Toscana restano incerte, con l’instabilità che accompagna la fine dell’ondata di caldo di questi giorni.

Tre giri sul tufo decideranno chi conquisterà il Cencio. Ma prima, per la terza volta, serve che smetta di piovere. A Siena in queste ore si guarda ancora in alto più che al canape.