domenica, Settembre 6

Salvo Sottile replica agli insulti degli inviati di Report e attacca Ranucci: «Non sono un venduto». Il chiarimento sullo stipendio

Non evita le discussioni, Salvo Sottile. Il giornalista, ex Mediaset e da qualche anno in Rai, ha preso da pochi giorni il timone di Ore 14 dopo l’addio di Milo Infante, passato al Biscione. E nelle ultime settimane si è trovato al centro di una serie di polemiche a catena.

Prima i botta e risposta con lo stesso Infante, poi lo scontro a distanza con Sigfrido Ranucci, infine gli insulti ricevuti giovedì da alcuni inviati di Report nel cortile della sede Rai di via Teulada. In un’intervista al Messaggero, il conduttore ha fornito la propria versione su tutto.

La sua ricostruzione dello scontro in Rai

Sull’episodio negli studi, Sottile tiene a precisare di non aver provocato nessuno. «”Come va?”. Questo ho detto a Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni», racconta, aggiungendo che la risposta sarebbe stata di tenore ben diverso, con l’accusa di essere un «venduto» e altri epiteti pesanti.

Nonostante questo, il conduttore esclude qualsiasi seguito disciplinare: «Non voglio che vengano presi provvedimenti».

L’attacco a Ranucci

Il giornalista passa poi al contrattacco nei confronti dell’ex conduttore di Report. «Capisco che, avendo contestato la doppia morale del santone Ranucci, io debba finire al rogo come gli eretici», afferma, rivendicando il proprio ruolo: «Io sono un giornalista che fa domande a tutti, di ogni tipo, e continuerò a farle».

Poi un giudizio ancora più netto: secondo Sottile, i paragoni evocati da Ranucci con figure simbolo del giornalismo e dell’impegno civile sarebbero fuori misura, tanto da parlare apertamente di «mitomania».

La questione personale alle spalle del contrasto

Nel corso dell’intervista il conduttore lascia intendere che il livore nei suoi confronti possa avere radici più antiche, risalenti a un’inchiesta in cui venne fatto il nome del padre di Sottile, storico cronista palermitano.

Su quell’episodio il giudizio è severo: sostiene che vennero fatti arrivare «schizzi di fango su una persona completamente estranea ai fatti, citata solo come suggestione».

«Non sono un venduto»

Sottile, che nei propri video social non nasconde apprezzamenti verso il governo e critiche all’opposizione, respinge con decisione l’accusa mossagli dagli inviati, spiegando la propria posizione: «Io commento la cronaca e l’attualità politica».

Nel corso dell’intervista non risparmia un riferimento anche a Franco Di Mare, scomparso nel 2024, ricordando un passaggio difficile della propria carriera: «Devo tanto a Michele Guardì», dice, spiegando che fu l’unico a offrirgli un lavoro in quel periodo.

Il nodo dello stipendio

Capitolo economico. Sulle cifre circolate — che parlavano di 400mila euro — il conduttore smentisce: si tratterebbe di «molto meno».

Sottile motiva comunque la differenza rispetto al predecessore con la natura del rapporto contrattuale: «Lui, però, era un dipendente, vicedirettore, io sono un libero professionista. Se le cose vanno male, sono fuori».

Quanto al suo precedente programma, Far West, chiarisce che non è stato cancellato ma soltanto «congelato», non potendo condurre due trasmissioni contemporaneamente.

La critica all’azienda su Chi l’ha visto

Nell’intervista trova spazio anche una critica rivolta alla Rai. Secondo il conduttore, alla guida di Chi l’ha visto sarebbe stata la scelta giusta Francesca Fagnani, mentre l’incarico è stato affidato a Raffaella Griggi.

«Non affidarglielo è stata una scelta sbagliata, ma è un mio parere personale», precisa, aggiungendo di non essere il direttore e riconoscendo che evidentemente esistono logiche diverse. Poi l’auspicio finale: «Francesca è un asset della Rai. Mi auguro che l’azienda non se la faccia scappare».