mercoledì, Luglio 1

Manuela Bianchi: “Dassilva è l’uomo che ho amato di più”. La nuova versione sull’omicidio di Pierina Paganelli

La nuova versione sull’omicidio di Pierina Paganelli

Nel nuovo interrogatorio davanti al gip Vinicio Cantarini, Manuela Bianchi ha dichiarato di aver nascosto informazioni cruciali per proteggere l’uomo che ha definito “l’amore più grande della mia vita”, Louis Dassilva. Si tratta di una svolta sorprendente nell’inchiesta sulla morte di Pierina Paganelli, la 63enne uccisa a Rimini il 3 ottobre 2023.

La donna, nuora della vittima, è indagata per favoreggiamento personale dal 4 marzo. In quell’occasione aveva raccontato agli inquirenti un dettaglio inedito: la mattina del ritrovamento del cadavere, Dassilva l’avrebbe incontrata e, con un dito sulle labbra, l’avrebbe invitata al silenzio, dicendole che c’era “una donna morta” vicino all’ascensore.

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La nuova ricostruzione: “Mi sono liberata di un peso”

Bianchi, accompagnata dalla sua legale Nunzia Barzan e dal consulente Davide Barzan, ha ripetuto davanti al gip quanto già riferito al PM Daniele Paci e agli investigatori. Tuttavia, ha aggiunto nuovi dettagli sulle dinamiche relazionali con Dassilva, con cui avrebbe avuto una relazione extraconiugale, e sulle tensioni familiari generate da telefonate intercettate dalla moglie dell’indagato, Valeria Bartolucci.

Secondo quanto emerso, Pierina Paganelli avrebbe sospettato e parlato apertamente con i figli di questa relazione, e le sue parole sarebbero poi state riferite alla Bianchi. Dassilva, a sua volta, ne sarebbe stato a conoscenza, creando un clima di tensione crescente prima dell’omicidio.

Il paravento in aula e l’incidente probatorio

Durante l’udienza, i due ex amanti sono rimasti separati da un paravento, come deciso dal giudice per evitare qualsiasi influenza reciproca. Dassilva ha ascoltato in silenzio, mentre la Bianchi ha parlato a lungo, ripercorrendo non solo la mattina del delitto ma anche i giorni precedenti.

L’obiettivo dell’incidente probatorio, chiesto dalla Procura e concesso dal gip, è quello di cristallizzare la testimonianza della Bianchi per renderla utilizzabile anche in caso di eventuali cambiamenti di versione futuri. Per la difesa di Dassilva, rappresentata dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, restano numerose incongruenze che devono essere chiarite.

La giornata del delitto e la richiesta di scarcerazione

La testimonianza si è poi concentrata sul pomeriggio del 3 ottobre, giorno in cui Dassilva – ferito a una gamba per un incidente – si sarebbe recato a casa della Bianchi. Il racconto dettagliato sarà fondamentale per la decisione del gip sulla richiesta di scarcerazione presentata dai legali del senegalese, che resta attualmente in carcere con l’accusa di omicidio.

L’udienza, iniziata ieri, è stata prorogata fino alla giornata di oggi, 26 marzo, per completare l’analisi della deposizione. A questo punto, molto dipenderà dalla valutazione dell’attendibilità della Bianchi: se considerata credibile, potrebbe segnare una svolta decisiva per la libertà di Dassilva. Ma restano ancora troppi interrogativi aperti.