venerdì, Marzo 28

Addio a Francesco: si oppose al green pass, stroncato da un malore improvviso

Scomparsa di Francesco Benozzo, illustre filologo e candidato al Premio Nobel per la Letteratura

Francesco Benozzo, noto professore di Filologia all’Università di Bologna e poliedrico musicista, è venuto a mancare all’età di 56 anni. La sua improvvisa scomparsa ha lasciato un vuoto nel mondo accademico e culturale. Il decesso è avvenuto nella sua abitazione di Ligorzano, una piccola frazione situata nel comune di Serramazzoni, nell’Appennino modenese. Un malore improvviso non gli ha lasciato scampo, nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi, che hanno inviato sul posto un’ambulanza e un’auto medica dall’ospedale più vicino. Purtroppo, ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano.

Un punto di riferimento nella Filologia e nella ricerca accademica

Francesco Benozzo era un nome di spicco a livello internazionale nel campo della filologia. Con un’impressionante produzione accademica di oltre 800 pubblicazioni scientifiche, il suo contributo agli studi letterari e linguistici è stato ampiamente riconosciuto. Dal 2015, grazie alla segnalazione del Pen International – un’associazione mondiale di scrittori impegnata nella difesa della libertà di espressione – era stato candidato ogni anno al Premio Nobel per la Letteratura. Questo riconoscimento testimoniava la portata del suo lavoro e l’influenza che ha avuto nel panorama culturale.

Il suo impegno oltre l’accademia: la musica e la difesa delle libertà

Oltre alla sua carriera accademica, Benozzo era un talentuoso polistrumentista. La sua passione per la musica lo aveva portato a esplorare e valorizzare le tradizioni popolari attraverso un uso raffinato di strumenti musicali antichi. Questo lo aveva reso una figura apprezzata anche al di fuori dell’ambito universitario, contribuendo alla diffusione del patrimonio musicale tradizionale italiano e internazionale.

Ma il professore non era solo un intellettuale e un musicista: era anche un uomo dal forte spirito critico e dal grande impegno civile. Negli ultimi anni, il suo nome era salito agli onori della cronaca per la sua posizione contraria all’obbligo del Green Pass, una misura introdotta dal governo italiano durante la pandemia di COVID-19. Benozzo aveva espresso apertamente il suo dissenso nei confronti di questa normativa, ritenendola discriminatoria e lesiva delle libertà individuali.

La sospensione dall’Università di Bologna per la sua opposizione al Green Pass

Nel 2021, il suo rifiuto di esibire il Green Pass gli costò una sospensione di sette mesi dall’Università di Bologna, ateneo presso cui insegnava con dedizione. La decisione dell’università di allontanarlo temporaneamente suscitò un acceso dibattito tra i suoi colleghi e gli studenti, dividendo l’opinione pubblica. Benozzo, tuttavia, non si lasciò intimidire e continuò la sua battaglia per la libertà di scelta, promuovendo la creazione di gruppi organizzati e raccogliendo firme per un referendum che mirava ad abolire l’obbligo della certificazione sanitaria.

Un’eredità culturale che rimarrà nel tempo

La scomparsa di Francesco Benozzo rappresenta una perdita significativa non solo per l’ambito accademico, ma anche per tutti coloro che hanno trovato ispirazione nelle sue idee, nei suoi scritti e nella sua musica. La sua carriera straordinaria, caratterizzata da una profonda conoscenza della filologia e della tradizione orale, continuerà a essere un punto di riferimento per studiosi e appassionati di letteratura e linguistica.

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