La presenza di agenti statunitensi legati all’ICE alle Olimpiadi di Milano-Cortina ha acceso uno scontro politico e mediatico che ha costretto il governo a intervenire. Dopo giorni di comunicazione confusa, conferme parziali e smentite incrociate, dal Viminale è arrivato un chiarimento ufficiale che punta a ridimensionare la portata della notizia.
Il tema è diventato particolarmente sensibile a causa delle recenti polemiche internazionali sull’Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia americana finita al centro delle critiche per l’uso della forza e per episodi di violenza documentati negli Stati Uniti. Proprio questo contesto ha alimentato timori e proteste in Italia, soprattutto dopo l’annuncio della possibile presenza di rappresentanti dell’ICE durante i Giochi invernali.

Il nodo politico e la comunicazione contraddittoria
La gestione della vicenda da parte dell’esecutivo non è stata lineare. In un primo momento, il presidente della Regione Lombardia ha confermato l’arrivo di agenti americani. Successivamente, il ministro dell’Interno ha corretto il tiro, parlando di un ruolo limitato e non operativo. A chiudere il cerchio è stata infine una conferma arrivata direttamente dall’ICE, che ha reso necessario un chiarimento istituzionale definitivo.
Un chiarimento che, secondo il governo, dovrebbe essere ribadito formalmente anche in Parlamento, quando il ministro dell’Interno riferirà in Aula a ridosso dell’inizio delle Olimpiadi.
Chi sono davvero gli agenti dell’ICE che arriveranno in Italia
Secondo quanto spiegato dal Viminale, non arriveranno in Italia agenti impegnati nelle operazioni di controllo e repressione dell’immigrazione negli Stati Uniti. Non si tratterà quindi del ramo più discusso dell’ICE, quello che opera nelle strade americane.
Gli uomini che faranno parte della delegazione statunitense saranno invece legati all’Homeland Security Investigation, il settore investigativo dell’agenzia. Una distinzione che il ministero ha ritenuto fondamentale per spegnere le polemiche.
Si parla di un numero ristretto, circa una decina di persone, con competenze investigative e di intelligence, già presenti da anni in numerosi Paesi del mondo, Italia compresa, in raccordo con le autorità locali.
Un ruolo già esistente sul territorio italiano
Il governo ha ricordato che personale dell’Homeland Security Investigation è già operativo in Italia all’interno delle sedi diplomatiche statunitensi, in particolare presso l’ambasciata americana a Roma, insieme ad altre agenzie come l’FBI.
Il loro compito abituale è quello di favorire lo scambio informativo e la cooperazione investigativa con le forze di polizia italiane, senza alcuna autonomia operativa né poteri di intervento diretto.
Cosa non potranno fare durante Milano-Cortina
Il punto più delicato riguarda ciò che questi agenti non faranno. Secondo le indicazioni ufficiali:
- non opereranno nelle strade italiane;
- non svolgeranno attività di polizia;
- non parteciperanno a operazioni di ordine pubblico;
- non avranno ruoli di scorta o sicurezza diretta di esponenti politici.
La sicurezza sul territorio resterà interamente sotto la responsabilità delle autorità italiane, comprese le forze dell’ordine e i servizi di intelligence nazionali.
Il centro operativo nel consolato Usa
Gli agenti statunitensi dovrebbero operare esclusivamente da una centrale di coordinamento collocata all’interno del consolato degli Stati Uniti a Milano. Da lì forniranno supporto informativo ai servizi diplomatici e di sicurezza americani, in raccordo con le strutture italiane.
Si tratterà dunque di un lavoro di analisi, coordinamento e scambio di informazioni, senza alcun contatto diretto con il pubblico o con le attività di sicurezza visibili durante i Giochi.
Perché la questione resta politicamente sensibile
Nonostante le rassicurazioni, la presenza simbolica dell’ICE resta un tema politicamente esplosivo. L’agenzia è diventata, negli ultimi mesi, uno dei simboli più controversi delle politiche di sicurezza statunitensi, anche a causa delle tensioni interne negli USA e delle proteste internazionali.
Per questo, la vicenda delle Olimpiadi di Milano-Cortina si inserisce in un quadro più ampio: il rapporto tra sicurezza, sovranità nazionale e cooperazione internazionale, in un momento storico segnato da forti polarizzazioni.
Il governo italiano punta ora a chiudere il caso con l’informativa parlamentare, ribadendo che sul territorio nazionale l’unica autorità operativa resterà quella dello Stato italiano.
















