Ci sono anche tre italiani tra i turisti dispersi nell’alluvione che ha colpito il confine tra Nepal e Tibet. A riferirlo è l’Ente nazionale del turismo del Nepal, mentre dalla Farnesina fanno sapere che sono in corso verifiche per accertare la situazione dei connazionali.
Il bilancio della tragedia

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I soccorritori hanno recuperato i corpi di almeno 362 vittime dell’enorme marea di fango che ha devastato la regione. Continuano le ricerche per ritrovare le oltre 1.400 persone ancora disperse. La possente ondata di acqua e fango che ha travolto la zona, spazzando via interi villaggi, ha causato la morte di 359 persone sul versante nepalese, secondo il bilancio della polizia locale, e di altre 3 nel vicino territorio cinese del Tibet.
Secondo l’Istituto geologico statunitense (Usgs), le devastanti inondazioni sono state causate dal crollo di un ghiacciaio: un blocco di ghiaccio e roccia si sarebbe staccato precipitando per oltre un chilometro, generando una frana che ha temporaneamente ostruito il fiume Lhende Khola. Il successivo cedimento della diga naturale ha liberato un’imponente colata di acqua, fango e detriti che ha colpito gli insediamenti a valle. Lo scenario più probabile, secondo gli esperti, è quello di un Glof (Glacial Lake Outburst Flood), un’improvvisa fuoriuscita di grandi quantità d’acqua da un lago glaciale.
Tre italiani nell’elenco dei dispersi
Secondo l’aggiornamento della Farnesina, dei casi di italiani inizialmente segnalati come irreperibili ne restano tre. Il primo è Marco Ratto, che si trovava in uscita dal Nepal verso il Tibet: l’agenzia di viaggi cinese che avrebbe dovuto prendere in carico il gruppo ha confermato di aver perso i contatti al valico, informazione confermata anche dall’agenzia nepalese direttamente alla famiglia.
C’è poi una coppia italo-svizzera in viaggio dal Tibet verso il Nepal, per la quale la Farnesina non ha ancora riferimenti dell’agenzia né conferma dell’avvenuto attraversamento del valico. Il ministero degli Affari Esteri ha precisato che i dati diffusi dalla parte nepalese si basano sulle informazioni condivise dai tour operator e possono risultare imprecisi.
Due connazionali, Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo, risultano invece già stati tratti in salvo tra i 27 turisti stranieri soccorsi nelle aree di Timure e Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa.
Chi è Marco Ratto
Marco Ratto è titolare di un’oreficeria a Rapallo, in provincia di Genova: la storica azienda Silver’s, specializzata nella commercializzazione di orologi e gioielli. In questi giorni si trovava in Nepal per una vacanza legata a un sogno che aveva dovuto rimandare un anno fa a causa di un infortunio.
La gioielleria di famiglia è regolarmente aperta, ma in queste ore nessuno se la sente di rilasciare dichiarazioni. «Finché non ci sono notizie ufficiali non rilasciamo nessun commento e vi preghiamo di rispettare la nostra privacy», fanno sapere al telefono.
A raccontare le ore di angoscia della famiglia è Andrea Bernardin, cognato di Ratto: «Siamo sgomenti e senza parole. Siamo in contatto con la Farnesina ma al momento non abbiamo notizie. Marco si trovava proprio in quella zona». Con lui, nell’apprensione, anche la sorella, i nipoti e la compagna di Marco.
La mobilitazione di Rapallo
«Marco Ratto è una persona molto stimata in città. Io lo conosco da una vita e siamo tutti molto preoccupati», ha detto la sindaca di Rapallo Elisabetta Ricci. «Tutta la città è in ansia, già molti cittadini mi hanno chiesto notizie su di lui, ma purtroppo quelle che abbiamo sono ancora poche».
La sindaca ha spiegato di aver contattato la famiglia e di volerle garantire la massima vicinanza. Il Comune ha inoltre predisposto una persona che faccia da tramite con i familiari. Attraverso il consigliere regionale Carlo Bagnasco, Ricci ha inoltre sentito il ministro degli Esteri Antonio Tajani per valutare l’invio della Protezione civile, mentre sono stati coinvolti anche Maurizio Lupi e Ilaria Cavo di Noi Moderati.
Carlo Bagnasco, ex sindaco di Rapallo e amico d’infanzia di Ratto, ha raccontato di sentire il ministro Tajani «ogni due ore» per ricevere aggiornamenti, condividendoli poi con la sorella e la compagna di Marco. «Io credo e spero tantissimo che Marco sia in salvo», ha detto, descrivendolo come «un lavoratore instancabile, appassionato di orologi e del suo mestiere», ma anche un viaggiatore e sportivo, un tempo agonista nello sci in discesa libera.
Il coinvolgimento internazionale
Tra le vittime figurano cittadini di numerosi Paesi: la Farnesina segnala anche 65 statunitensi e 53 ucraini dispersi, oltre a decine di cittadini di Malesia, Australia, Regno Unito e Canada. Gli Stati Uniti hanno annunciato uno stanziamento di 500mila dollari di aiuti per il Nepal. Anche il Dalai Lama e Papa Leone XIV hanno espresso il proprio cordoglio per le vittime della tragedia, mentre le autorità cinesi monitorano il rischio di una nuova piena legata a un lago di sbarramento naturale formatosi in Tibet.