Secondo quanto emerso, nel 2023 era stato comunicato agli enti competenti che si sarebbe proceduto a un ripristino “nelle forme identiche all’originale”. È proprio su questo punto che ora si concentra l’indagine interna: capire se quella promessa sia stata effettivamente rispettata.
Chi dovrà intervenire se si torna indietro
Nel caso in cui venga accertata una modifica non autorizzata, l’attuale decorazione potrebbe essere rimossa. Non è escluso che il nuovo intervento venga affidato a un restauratore diverso rispetto a chi ha realizzato sia l’opera originaria sia il ripristino contestato.
Al momento non risulta aperta un’indagine penale, ma la vicenda resta sotto osservazione. Le norme sui reati contro il patrimonio culturale sono state recentemente inasprite e prevedono sanzioni severe in caso di violazioni accertate.
Tra polemiche politiche e ironia social
Nel frattempo, il caso ha superato i confini dell’ambito artistico, trasformandosi in un fenomeno mediatico. Meme, battute e commenti ironici hanno invaso i social, alimentando una discussione che intreccia arte, politica e simboli.
Ora però la parola passa ai tecnici. Al di là delle polemiche, la linea è una sola: l’opera deve tornare com’era, se sarà dimostrato che il volto dell’angelo è stato alterato senza i necessari permessi.
Il verdetto finale dipenderà dai documenti d’archivio. Fino ad allora, l’angelo resta sospeso tra presente e passato, in attesa di ritrovare – forse – la sua fisionomia originaria.


















