
Una decisione maturata al termine del consulto dell’Heart Team nazionale, che ha valutato le condizioni cliniche del bimbo giudicandole incompatibili con una nuova operazione.
Fuori dalla stanza di terapia intensiva, la madre Patrizia Mercolino ha atteso per ore il verdetto. “È finito il tempo della speranza”, ha sussurrato dopo aver ascoltato i medici. Il nuovo cuore, ritenuto compatibile, sarà assegnato a uno dei due bambini inseriti nella lista delle urgenze.
Il parere degli esperti: condizioni troppo gravi
Il team riunito al Monaldi, composto dai maggiori specialisti italiani in trapianti pediatrici, ha stabilito che dopo quasi due mesi di supporto con Ecmo l’organismo del bambino non sarebbe in grado di sostenere un nuovo intervento chirurgico. Nei giorni scorsi si era parlato di una probabilità di successo inferiore al 10%.
Le regole del Centro Nazionale Trapianti prevedono che, oltre alla compatibilità, vengano valutati tempo di permanenza in lista, peso corporeo e condizioni generali del paziente. Domenico rientra nella Classe 1 di emergenza nazionale, ma la fragilità del quadro clinico ha reso impossibile procedere.
“È stato come un pugno in pieno petto”

Patrizia è rimasta nel corridoio del reparto per tutta la giornata, lontana dal letto del figlio per non agitarlo. “Me lo hanno detto con umanità, ma è stato come ricevere un pugno in pieno petto”, ha raccontato. Ha chiesto spiegazioni, ha provato a capire se esistesse un’ultima possibilità. La risposta è stata definitiva.
“Le ragioni cliniche le capisco con la testa. Ma con il cuore è un’altra cosa. Cosa si fa ora? Lo guardiamo semplicemente spegnersi?”. Parole che restituiscono il senso di una resa dolorosa, maturata davanti a dati medici che non lasciavano margini.
Il nodo etico e gli altri bambini in lista
Il cuore resosi disponibile sarà ora destinato a uno dei due piccoli pazienti in lista urgente compatibili. Un nuovo trapianto su Domenico avrebbe comportato una scelta delicata, sottraendo una possibilità ad altri bambini in attesa.
“Io so cosa provano quelle mamme, perché l’ho vissuto sulla mia pelle”, ha detto Patrizia. “Anch’io ho aspettato la chiamata. Ma l’urgenza di Domenico era diversa, era una questione di tempo. Quello che ora sta finendo”.
Dal trapianto di dicembre alle indagini
Tutto è iniziato il 23 dicembre 2025, quando al piccolo – affetto da cardiomiopatia dilatativa – è stato trapiantato un cuore proveniente da Bolzano. Secondo l’ipotesi della Procura di Napoli, l’organo sarebbe arrivato danneggiato a causa delle modalità di trasporto, con l’utilizzo di un contenitore ritenuto non conforme e di ghiaccio secco.
Sono sei i medici iscritti nel registro degli indagati per lesioni colpose. Gli ispettori del Ministero della Salute hanno acquisito documentazione sia a Napoli sia a Bolzano. La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, ha chiesto che venga fatta piena luce su quanto accaduto.
La vicinanza delle istituzioni e della Chiesa
Al Monaldi si sono recati rappresentanti istituzionali per esprimere vicinanza alla famiglia. Il cardinale di Napoli, Mimmo Battaglia, ha incontrato la madre nel reparto, pregando con lei in un momento di raccoglimento. Nei giorni scorsi anche la premier Giorgia Meloni aveva promesso che sarebbe stata fatta giustizia.
Resta ora il silenzio di una terapia intensiva dove il tempo sembra essersi fermato. Per Domenico non ci sarà un nuovo intervento. Per la madre, resta la domanda che non cerca risposta: quanto ancora durerà questa attesa.



















