domenica, Gennaio 25

Ladro ucciso a Lonate Pozzolo, tensione al funerale: la rivolta dei rom e l’accusa di “decisione razzista”

«La comunità non è solo addolorata, ma si chiede il perché di questa comunicazione. La numerosità non equivale a pericolosità, ma a rispetto»

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Secondo quanto riferito, erano attese a Nichelino circa mille persone provenienti da tutta Italia, elemento che avrebbe contribuito alla decisione delle autorità di limitare drasticamente l’accesso.

Chi era Adamo Massa

Adamo Massa, 37 anni, viveva nel campo nomadi di corso Unione Sovietica a Torino. Aveva una moglie e tre figli ed era noto alle forze dell’ordine per precedenti penali, tra cui una condanna definitiva nel 2021 per rapina e furti.

La notte della sua morte era entrato, insieme a un complice, in una villetta a due piani di Lonate Pozzolo, nel Varesotto, con l’intento di svaligiarla.

La morte durante il furto

All’interno dell’abitazione si trovava Jonathan Rivolta, 33 anni, ricercatore universitario. Secondo la ricostruzione, Rivolta ha reagito all’intrusione e all’aggressione armato di coltello.

Adamo Massa è stato colpito da due fendenti. Trasportato dai complici all’ospedale di Magenta, è stato abbandonato durante la fuga ed è morto poco dopo il ricovero.

Una vicenda che continua a dividere

Sullo sfondo della polemica resta una questione che va oltre il singolo caso: il rapporto tra sicurezza pubblica, gestione dell’ordine e rispetto delle tradizioni culturali.

Per la comunità rom e sinta, la decisione delle autorità rappresenta una ferita simbolica. Per lo Stato, una misura necessaria a prevenire tensioni e disordini.

Lonate Pozzolo resta così al centro di un caso che continua a far discutere, dividere e interrogare l’opinione pubblica italiana.

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