mercoledì, Aprile 22

Bulgaria, vince Radev e l’Europa si interroga: chi è l’ex presidente considerato filorusso

Ancora più clamoroso il dato dei socialisti, che non riescono a superare la soglia di sbarramento del 4% e restano fuori dal Parlamento. Una crisi profonda dei partiti storici che apre uno spazio enorme per le forze nuove — e Radev ne ha approfittato con una campagna capace di intercettare il malcontento diffuso.

Chi entrerà in Parlamento

Accanto alla formazione di Radev, le proiezioni indicano l’ingresso in Parlamento dei liberali di orientamento europeista, del partito della minoranza turca e di una formazione nazionalista. Un quadro articolato che, nonostante la possibile maggioranza autonoma di Radev, lascia intendere che il dibattito politico bulgaro non si semplificherà nel breve periodo.

Il contesto: cinque anni di caos politico

Per capire la portata di questo voto bisogna ricordare cosa ha vissuto la Bulgaria negli ultimi anni. Otto elezioni in cinque anni non sono il segno di un sistema sano: raccontano di un Paese incapace di trovare una stabilità, di governi che cadono uno dopo l’altro, di una classe politica che ha perso la fiducia dei cittadini. In questo contesto, la promessa di discontinuità radicale portata da Radev — con le sue dimissioni da presidente per scendere in campo, gesto senza precedenti — ha convinto un elettorato stanco di tutto il resto.

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Se il risultato verrà confermato, la Bulgaria entrerà in una nuova fase. Con un leader che promette di spazzare via le oligarchie ma che sull’Europa e sulla Russia non ha mai nascosto posizioni scomode. L’ennesimo puzzle per Bruxelles, in un momento in cui il continente non ha bisogno di ulteriori incognite.

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