martedì, Giugno 30

Pd nel caos: dimissioni in massa e festa annullata, rivolta contro la Schlein

Il caos nel Pd pisano

Il Partito Democratico di Pontedera, città simbolo della sinistra toscana e culla della Piaggio, vive giorni di tensione senza precedenti. In un solo giorno, dirigenti, ex sindaci, amministratori e consiglieri comunali hanno annunciato la propria autosospensione in blocco dal partito, provocando anche la cancellazione della storica festa del circolo Fuori del Ponte, che avrebbe dovuto aprirsi in questi giorni.

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Il caso Sonia Luca

La miccia è stata l’esclusione dalla lista per le elezioni regionali di Sonia Luca, assessora comunale alla Casa e alle Pari opportunità, sostenuta compatta dal Pd locale. Il suo nome è stato depennato senza spiegazioni ufficiali, lasciando Pontedera senza rappresentanza nella lista. Una scelta giudicata come una “decisione calata dall’alto” e percepita come uno schiaffo alla comunità territoriale.

Il commissariamento e la lista squilibrata

Il Pd pisano era già commissariato, dopo le irregolarità del congresso comunale, con Vinicio Peluffo nominato dal Nazareno per guidare la fase delicata. L’accordo iniziale prevedeva una lista di otto nomi, equamente divisi tra l’area Schlein e l’area Bonaccini, includendo i due uscenti Alessandra Nardini e Antonio Mazzeo. Ma alla chiusura delle liste, la sorpresa: nessun rappresentante di Pontedera. Su otto nomi, solo uno è espressione dell’area riformista, con uno squilibrio evidente a favore della maggioranza.

La rivolta dei dirigenti locali

La decisione ha provocato una protesta corale: giunta comunale, ex primi cittadini, segretari di circolo e gran parte della segreteria hanno annunciato l’autosospensione. Persino il gesto di Katia Lazzereschi, candidata del collegio di Pisa che si è fatta da parte per lasciare spazio a Luca, non è bastato a ricucire la frattura.

Rischi per le elezioni regionali

A poche settimane dal voto, il Pd rischia ora una pesante ricaduta elettorale in uno dei suoi territori storici. La sensazione diffusa tra gli iscritti è che il partito abbia ignorato il radicamento locale, imponendo scelte dall’alto che stanno minando la compattezza della base.

“È uno sciopero politico contro le logiche romane”, commentano osservatori locali. Il malcontento rischia di diventare un boomerang per la segreteria Schlein, proprio nel cuore della roccaforte toscana.