Un’esplosione nella notte e tanta paura. Giovedì 17 ottobre, poco dopo le 22, un ordigno artigianale è esploso davanti alla casa del giornalista Sigfrido Ranucci a Campo Ascolano, alle porte di Roma. L’onda d’urto ha distrutto due automobili, una del conduttore di Report e una della figlia, ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito. «Mia figlia era lì, poteva morire», ha raccontato Ranucci, ancora sotto choc per l’accaduto.
Le indagini, seguite dal pm Carlo Villani della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, si concentrano su due reati: danneggiamento aggravato dal metodo mafioso e violazione della legge sulle armi. Gli artificieri hanno stabilito che la bomba conteneva circa un chilo di polvere pirica compressa, con una potenza sufficiente a uccidere chiunque si fosse trovato nell...