Attualmente sette ragazzi si trovano in terapia intensiva, mentre altri cinque sono ricoverati presso il Centro ustioni. Nei prossimi giorni potrebbero essere programmati ulteriori interventi di innesto cutaneo, necessari per favorire la guarigione delle aree più compromesse e ridurre il rischio di infezioni.
I primi spiragli: miglioramenti per alcuni pazienti
Nonostante la gravità generale, Bertolaso ha parlato di segnali incoraggianti. «Due o tre situazioni sono molto migliorate», ha dichiarato, spiegando che per alcuni ragazzi si inizia a intravedere una possibile uscita dalla fase più critica. In particolare, uno dei pazienti viene considerato fuori pericolo: riesce a muoversi autonomamente, anche se necessita ancora di medicazioni continue e assistenza costante.
Per altri due giovani si sta valutando il trasferimento in strutture ospedaliere diverse dal Niguarda, un passaggio che consentirebbe di proseguire le cure in un contesto meno emergenziale. Tuttavia, la maggior parte dei ricoverati resta in condizioni definite “particolarmente critiche”, con diversi livelli di gravità.
Il sostegno psicologico e la forza delle famiglie
Accanto alla battaglia clinica, si combatte anche quella psicologica. L’ospedale ha attivato un supporto dedicato per i familiari e per i pazienti coscienti, molti dei quali sono ancora sotto choc per quanto vissuto. Il trauma dell’incendio, la perdita di amici e la prospettiva di lunghi mesi di ospedale rappresentano un carico emotivo enorme.
Tra le storie emerse in queste ore, quella della famiglia Bove ha colpito particolarmente. Mattia, fratello maggiore di Leonardo, ha affrontato l’ultimo esame universitario proprio nei giorni dell’attesa per il rientro del fratello, superandolo con un ottimo risultato. Un gesto che Bertolaso ha voluto citare come simbolo di resilienza e di speranza in un contesto dominato dal dolore.
Una lotta lunga, senza illusioni ma senza resa
Il messaggio finale dell’assessore resta improntato a un realismo severo: «La lotta è estremamente dura». Non c’è spazio per facili ottimismi, ma nemmeno per il pessimismo assoluto. I medici continuano a lavorare senza sosta, consapevoli che il decorso sarà lungo e accidentato, ma determinati a non arrendersi davanti a nessuno dei casi.
Intanto, la comunità scolastica del liceo Virgilio di Milano e le famiglie dei ragazzi coinvolti attendono aggiornamenti quotidiani, aggrappandosi ai piccoli segnali di miglioramento come a punti di luce in una delle tragedie più gravi degli ultimi anni.

















