Il bilancio della strage di Capodanno a Crans-Montana resta provvisorio e potrebbe aggravarsi nelle prossime ore. La tragedia, avvenuta nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio nella rinomata località alpina svizzera, ha già segnato l’inizio del 2026 con un numero impressionante di vittime e feriti, mentre proseguono senza sosta le operazioni di soccorso e identificazione.
Secondo le informazioni fornite dalle autorità elvetiche e confermate dalle autorità italiane, la situazione resta estremamente complessa. Molti feriti sono ricoverati in condizioni critiche e il numero dei deceduti non è ancora definitivo.
Bilancio provvisorio destinato a salire
Il ministro degli Esteri italiano ha parlato di un quadro ancora incerto, spiegando che le vittime potrebbero essere circa quaranta, mentre i feriti supererebbero quota cento. Si tratta di dati non ufficiali, ma ritenuti attendibili dalle forze di polizia impegnate sul posto.
L’identificazione delle vittime si sta rivelando particolarmente difficile: molti corpi risultano gravemente compromessi dall’incendio sviluppatosi dopo l’esplosione, rendendo necessario l’intervento della medicina legale e l’uso di esami complessi per l’accertamento delle identità.
L’incendio durante una festa di Capodanno
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe scoppiato durante una festa di Capodanno molto affollata, frequentata in gran parte da giovani e turisti internazionali. In pochi minuti il locale si sarebbe trasformato in una trappola, con fiamme e fumo che hanno reso difficoltosa la fuga.
Le autorità svizzere hanno escluso, al momento, l’ipotesi di un attentato. La pista seguita dagli investigatori è quella di un incidente legato a un incendio improvviso, ma le cause precise sono ancora oggetto di accertamenti.
Ospedali sotto pressione e trasferimenti urgenti
Gli ospedali del Canton Vallese sono sotto forte pressione. Il reparto di terapia intensiva dell’ospedale cantonale di Sion risulta completamente occupato e diversi feriti verranno trasferiti in strutture universitarie specializzate nella cura delle grandi ustioni.
Le autorità sanitarie hanno attivato protocolli straordinari per gestire l’emergenza, mentre continua il coordinamento con strutture di altri cantoni e con ospedali esteri pronti ad accogliere i pazienti più gravi.
Mobilitazione straordinaria dei soccorsi
La macchina dei soccorsi è stata imponente: sono stati mobilitati elicotteri di emergenza, decine di ambulanze e centinaia di operatori tra vigili del fuoco, personale sanitario, forze di polizia e investigatori.



















