Il rientro e la famiglia bloccata a Dubai

Il ministro si trovava a Dubai quando la situazione è precipitata. Secondo quanto spiegato, avrebbe potuto tornare già sabato con un volo militare, ma ha scelto di rientrare il giorno successivo perché i suoi familiari erano sotto shock per l’escalation improvvisa.
La compagna e i figli sono rimasti negli Emirati, chiusi in hotel in attesa di poter lasciare il Paese in sicurezza. Crosetto ha sottolineato che la scelta di rientrare con un volo dell’Aeronautica è stata legata alla necessità di tornare rapidamente in Italia per seguire la crisi.
“La Difesa non si ferma se il ministro non è in ufficio”
Rispondendo alle polemiche sull’opportunità del viaggio, il titolare della Difesa ha rivendicato la piena operatività del dicastero anche durante la sua permanenza all’estero: “Essermi fermato venti ore di più non ha minimamente influenzato la mia possibilità di seguire ogni cosa in tempo reale. La Difesa italiana non si ferma se il ministro non è nel suo ufficio”.
Ha inoltre precisato di aver viaggiato con una compagnia aerea civile per quanto riguarda gli spostamenti familiari, senza scorte o dispositivi straordinari, trattandosi di una permanenza privata.
L’escalation inattesa e il coinvolgimento degli Emirati
Secondo Crosetto, l’accelerazione del conflitto è stata imprevedibile. A differenza di altre crisi recenti, l’Iran avrebbe deciso di colpire anche gli Emirati Arabi Uniti, ampliando il teatro delle operazioni e rendendo la situazione più complessa rispetto alle valutazioni iniziali.














