Il ministro ha ribadito che l’Italia non ha preso parte agli attacchi e che eventuali richieste di supporto da parte di Stati Uniti o Israele verrebbero valutate caso per caso, coinvolgendo il governo e, se necessario, il Parlamento.
Instabilità regionale, ma niente guerra globale
Nel quadro delineato dal titolare della Difesa, il rischio principale resta quello di una forte instabilità regionale. Non si intravede al momento, secondo la sua analisi, lo scenario di una guerra globale, ma la tensione resta alta in tutto il Medio Oriente.
Intanto, la priorità per le autorità italiane rimane la tutela dei connazionali presenti nell’area, mentre si moltiplicano le operazioni diplomatiche e militari per monitorare l’evoluzione della crisi.
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