Una giornata parlamentare convulsa, con dichiarazioni che si rincorrono dal Salone del Mobile di Milano all’Aula della Camera, passando per il Quirinale. Il decreto Sicurezza è arrivato in aula senza modifiche, la Camera ha respinto la richiesta di rinvio in commissione avanzata dalle opposizioni, e Meloni ha scelto il palcoscenico della fiera del design per difendere la norma più contestata del provvedimento. Il risultato è un quadro politico in cui tutti litigano ma nessuno ha ancora trovato una soluzione che regga.
Meloni dal Salone del Mobile: “Non è un pasticcio, faremo un decreto ad hoc”

La premier ha risposto ai giornalisti a margine della visita al Salone del Mobile con parole che non lasciano spazio a retromarce sulla sostanza. “Sul decreto Sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc”, ha detto. Il motivo della mancata correzione in corso d’opera è tecnico: non c’erano i margini di tempo per inserire un emendamento durante la conversione del decreto senza rischiare di non farcela prima del 25 aprile.