L’allarme epatite A a Napoli ha raggiunto livelli che le autorità sanitarie non avevano mai registrato negli ultimi anni. Il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza che vieta il consumo di frutti di mare crudi dopo che i dati del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro hanno evidenziato una crescita anomala e preoccupante: la diffusione del virus risulta fino a dieci volte superiore alla media degli ultimi dieci anni e addirittura 41 volte più alta rispetto al triennio precedente. Numeri che non lasciano spazio all’ottimismo e che hanno spinto le autorità ad agire con urgenza.

Sul fronte ospedaliero la situazione è critica. All’ospedale Cotugno di Napoli — punto di riferimento regionale per le malattie infettive — i posti letto risultano saturi e il pronto soccorso ha dovuto gestire pazienti anche su barelle. Nelle scorse ore era stato lanciato un avviso al Centro regionale emergenza per evitare nuovi trasferimenti da altre strutture. La direzione sanitaria ha poi ridimensionato l’allarme parlando di situazione “complessivamente stabile” — ma il dato dei ricoveri racconta una storia diversa.
Ma cosa ha scatenato questo picco improvviso? E dove si è originato il contagio?















