In precedenza, la famiglia seguiva un percorso di istruzione parentale ispirato al metodo Steiner-Waldorf, svolto direttamente nella casa nel bosco. Ora, mentre si valuta una possibile soluzione educativa all’interno della struttura, emerge la disponibilità di un’insegnante a seguire i bambini nella casa famiglia, ma senza che sia stata ancora presa una decisione definitiva.
La posizione della difesa e del consulente
Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia, invita alla cautela. Secondo lui, la priorità dovrebbe essere la costruzione di un’alleanza solida tra genitori e figure professionali coinvolte. Cantelmi sottolinea come la coppia tema costantemente di essere fraintesa, anche a causa delle difficoltà linguistiche, motivo per cui i colloqui avvengono in lingua madre con l’ausilio di un interprete.
Il consulente mette in guardia dai rischi psicologici legati a una sottrazione prolungata delle figure genitoriali: i genitori, sostiene, si sono sempre mostrati affettuosi e benevoli, e una separazione rigida potrebbe avere conseguenze significative sulla salute mentale dei bambini.
Un procedimento ancora aperto
Il caso è ora all’attenzione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha avviato un accertamento peritale. I tempi, spiegano gli esperti, sono quelli tecnici previsti dalla procedura, con l’inizio degli accertamenti fissato per il 23 gennaio.
Nel frattempo cresce anche la mobilitazione esterna. Un’esponente del territorio ha presentato un esposto contro l’allontanamento dei minori, sostenuto da centinaia di firme. Un segnale di quanto la vicenda abbia colpito l’opinione pubblica e sollevato interrogativi profondi sul confine tra tutela dei minori, libertà educativa e diritti genitoriali.
La prossima settimana sarà decisiva. Da quella decisione dipenderà non solo il futuro immediato dei tre bambini, ma anche l’esito di una storia che continua a dividere e a interrogare istituzioni, esperti e cittadini.













