sabato, Giugno 27

Filippo Turetta picchiato in carcere a Montorio: aggressione da parte di un detenuto

L’aggressione a Montorio

Filippo Turetta, detenuto per l’omicidio di Giulia Cecchettin, è stato vittima di un’aggressione all’interno del carcere di Montorio, a Verona. Secondo quanto ricostruito, a fine agosto un detenuto lo avrebbe colpito dopo il trasferimento dalla terza sezione – riservata ai cosiddetti “protetti” – alla quarta, che ospita i reclusi comuni. L’autore del gesto ha ammesso l’azione, anche se non è chiara la gravità: per alcuni si sarebbe trattato di un pugno, per altri di un pestaggio più pesante.

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Il “codice d’onore” in carcere

I legali di Turetta avevano già espresso preoccupazione per il trasferimento, ricordando come in carcere chi ha commesso reati di genere sia spesso malvisto. A confermarlo lo stesso aggressore, un detenuto di 55 anni condannato per omicidio e tentato omicidio, che aveva più volte manifestato il proprio disappunto. Il movente sarebbe legato al cosiddetto “codice d’onore interno”, che isola chi ha colpito donne, minori o collaboratori di giustizia.

Le conseguenze per l’aggressore

Per il responsabile è stato disposto un isolamento disciplinare di 15 giorni. Successivamente è stato trasferito in una cella singola, già danneggiata da un incendio, dove avrebbe avviato una forma di protesta rifiutando cibo, acqua e farmaci. Una situazione che conferma la tensione all’interno della struttura.

Le preoccupazioni della difesa

Turetta è detenuto a Verona dal novembre 2023, dopo essere stato arrestato in Germania. I suoi avvocati, Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, avevano chiesto la riassegnazione alla sezione protetti, sostenendo che il giovane rischiava di subire violenze e intimidazioni. La terza sezione, tuttavia, risulta già sovraffollata, con celle da due posti occupate da tre persone.

Il contesto

Filippo Turetta è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giulia Cecchettin, uccisa l’11 novembre 2023 a Fossò (Venezia) con 75 coltellate. Un delitto che aveva scosso l’Italia e acceso un dibattito nazionale sulla violenza di genere. Gli avvocati continuano a chiedere una maggiore tutela per il loro assistito, temendo che episodi come quello di agosto possano ripetersi.

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